sabato 17 ottobre 2009

INDIPENDENTISTI PROGRESSIVI E PROGRESSISTI NEL XXI° SECOLO...


KOMU AVI A ESSIRI
‘A SICILIA DI LU FUTURU
KI NUATRI VULEMU KRIARI?





TRINAKRIUS RIFLETTE PER “LAQUESTIONESICILIANA”, DOPO LA PUBBLICAZIONE DELL’ULTIMO DOCUMENTO SINDACALE F.N.S. SULLA STRATEGIA INDIPENDENTISTA, PROGRESSIVA E PROGRESSISTA, CHE VEDE NELLA QUESTIONE SICILIANA LA SINTESI NECESSARIA TRA SODDISFAZIONE DELLE NOSTRE ASPIRAZIONI NAZIONALI E DEI NOSTRI BISOGNI SOCIALI




La recente pubblicazione dell’ultimo documento sindacale du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” (http://siciliaindipendentefns.blogspot.com/2009/10/limpegno-indipendentista-nel-sociale.html) riporta all’attenzione di molti i temi legati al lavoro, a lu travagghiu, al benessere della Comunità.
Temi che sono, nello stesso tempo, vere “emergenze” siciliane e parimenti nervi scoperti interni all’area politico-culturale sicilianista ed indipendentista del XXI°secolo.
F.N.S. e i settori più sensibili alle tematiche sociali e del lavoro comprendono bene che l’attuale condizione economico-sociale è subita dai Siciliani e che li obbliga, se vogliono avere un futuro degno di questo nome, ad uscire dall’imposto, imperante stato di minorità in cui sono tenuti dal colonialismo politico ed economico.
Questa consapevolezza deve rendere chiaro, come già lo è per F.N.S. che se, oggi, vogliamo affermare, pacificamente, democraticamente le ragioni del PATRIOTTISMO SICILIANO, dobbiamo affrontare la QUESTIONE SICILIANA nella sua duplicità, pur complessa, di QUESTIONE NAZIONALE e QUESTIONE SOCIALE.
E’ questa una necessità ineludibile per un movimento che miri realmente, duraturamente all’autodeterminazione nazionale dei propri destini.
Non a caso questa è una consapevolezza diffusa in F.N.S. e grazie ad esso, in diversi settori culturali e politici.
Consapevolezza e che appunto ‘u Frunti offre, senza gelosia, all’intera società siciliana.
Tuttavia questa presa di coscienza si scontra,all’esterno ma anche all’interno, della nostra area politica con una serie d’impedimenti, incomprensioni e/o rachitismi politici.
Esistono, infatti, ambiti, più propriamente piccoli gruppi, ad esempio, interni all’area “sicilianista” e che spesso si autodefiniscono anche “indipendentisti”che guardano con sospetto, diffidenza a questa nostra “apertura sociale”.
Costoro considerano questa prospettiva troppo progressista per il sicilianismo.
Fingono di non sapere o realmente non sanno (cose ambedue gravi) che aprirsi ai bisogni sociali non significa certo rinunciare alla dimensione patriottica e nazionale della QUESTIONE SICILIANA, ma semmai più e meglio definirla superando certe evidenti equivocità qualunquiste legate all’evocazione pedissequa quanto indistinta del Popolo Siciliano come se fosse dotato,di per sé e da sé, di una volontà unica ed indistinta.
Chissà se costoro colgono la profonda, assoluta inadeguatezza della loro critica che al più poteva andare bene, forse, mezzo secolo fa ma che oggi davvero mostra la sua pochezza ed inattualità.
I processi politici in corso, da tempo, sono ben altri.In Sicilia il quadro vede, oggi, infatti, i cosiddetti “neo-autonomisti” e, a vario titolo, le loro truppe cammellate sicilianistoidi, quelle sì con i piedi e le mani nella “stanza dei bottoni” del centralismo.
Il neoautonomismo pur mettendo a sacco retoricamente, le nostre idee e le nostre proposte le ha diluite, a proprio uso, però nel calderone del potere centralista imperante.
Ciò ha fatto sì che nulla sia concretamente cambiato per la Sicilia e i Siciliani, anzi.
A ciò si aggiunga che le opposizioni e la cosiddetta “sinistra” italiana in Sicilia sono pressoché allo sbando.
I motivi di questa debacle sono vari e complessi anche se tutti interni alla logica di e al potere.
Tuttavia, in questa sede, cìò che ci preme sottolineare è il fatto che lo “sfaldamento” politico di questi settori, nell’attuale fase storica, pone Noi Indipendentisti socialmente orientati, cioè progressivi e progressisti, per sentire e per scelta, ad assumere sulle nostre spalle, pur organizzativamente fragili, oltre che la rappresentanza della migliore e più vitale tradizione politica dell’indipendentismo siciliano moderno e contemporaneo anche la più complessiva rappresentanza dei ceti popolari siano essi sicilianisti o no.
E’ una responsabilità enorme che coinvolge sia il dato politico che per altri versi ed articolazioni pure quello sindacale.
Superare contrastandolo lo status quo vigente deve essere la nostra priorità e la nostra più immediata preoccupazione politica.
Fare ciò ci pone sulle balze dell’azione politica per e di alternativa all’esistente.
Ciò fa del nostro messaggio, pacifico, pacifista e democratico un elemento culturale e politico “rivoluzionario” per la Sicilia d’oggi.
Poste queste doverose premesse appare chiaro quanto poco noi abbiamo da spartire oramai con certo pseudo-sicilianismo e/o pseudo-indipendentismo che usa ed abusa, solo strumentalmente, i temi politici da noi posti, ma che poi è e si fa “puntello” politico, ideologico ed elettorale del vecchio sistema centralista che a parole, logorroicamente dice, invece, di combattere in modo puro e duro.
Ecco perché il documento sindacale F.N.S. è, a nostro avviso, importante, dato che permette di svelare le equivocità in materia e parimenti facendolo invita tutti i sicillianisti e siciliani a una scelta di campo.
Occorre, infatti, dire che:
o si sta con la Sicilia, i Siciliani, la Nazione Siciliana o con i suoi nemici ed approfittatori.
Occorre essere seri, non si possono ricoprire tutti i ruoli e contemporaneamente!
Certo noi diciamo e scriviamo queste cose con una immediatezza dettata dal fatto che noi siamo e vogliamo restare solo un blog, un “friends trust”.
Comprendiamo, bensì, che FNS è un partito, un’organizzazione articolata e complessa con dinamiche più ampie e ciò nondimeno registriamo, con piacere,che ci accomuna e lega, sempre più, una LETTURA SOCIALE della QUESTIONE NAZIONALE SICILIANA.
Condividiamo una comune idea di futuro della Sicilia, della Nazione Siciliana, copernicanamente diverso, da un presente demoralizzante, senza prospettive e dignità comunitaria.
Dietro questa “visione” c’è però è bene ricordarlo un lento, continuo approfondimento culturale e politico, favorito anche dal lavorio, spesso e volentieri, silenzioso, soprattutto nell’ultimo anno, del think tank indipendentista di FOCUS TRINAKRIA.
F.N.S. Focus Trinakria, il nostro piccolo blog, tutti, anche se in modi diversi eppure convergenti, studiamo come determinare dialetticamente un nostro futuro autodeterminato e socialmente equo.
Tornano profetiche le parole pronunciate, in tempi non sospetti, da Cannizzaro, oggi vice segretario FNS,(NdR.- Perdonerete l’autoreferenzialità ) che in un’occasione pubblica ebbe a dire che: “[…]non è più il tempo di parlare alle combriccole sicilianiste o pseudo tali ma di fare udire la nostra voce e le nostre ragioni tra le donne e gli uomini di Sicilia, tra i Siciliani […]”.
Pensare di poter ridurre la lotta per l’emancipazione politica siciliana a mera questione politico-istituzionale è un errore enorme.
Davvero c’è ancora chi pensa che la QUESTIONE SICILIANA, la questione nazionale siciliana, possa risolversi , senza migliorare, al meglio, la realtà siciliana?
Possiamo davvero pensare che la Sicilia di domani non debba affrontare e risolvere questioni centrali come quelle della povertà ( intesa latamente come libertà dal bisogno) e i correlati temi del, dei bisogni sociali?
Davvero ci sono ancora cosiddetti “sicilianisti” o peggio ancora “indipendentisti” che credono che la Questione Siciliana si limiti a voler realizzare un mero cambiamento di responsabilità istituzionali sic et simpliciter?
Se è davvero fosse così, costoro sarebbero come dei “fossili” politici e sociali e farebbero enormemente male alla Causa Nazionale Siciliana.
Noi, i settori progressivi e progressisti dell’indipendentismo che si riconoscono politicamente ed organizzativamente nell’F.N.S. guardiamo, con attenzione, alla realtà sociale affrontando temi come quelli del lavoro (du travagghiu), del sindacato, del reddito minimo sociale in un’ottica patriottica siciliana.
Conviviamo ed in taluni di noi convivono insieme ad una salda visione nazionale della Sicilia le visioni del cristianesimo, del cattolicesimo democratico che si compenetrano e/o con le spinte alla giustizia sociale dell’umanesimo socialista proprie, a pieno titolo anche, del sicilianismo dei Fasci Siciliani dei Lavoratori.
Ecco chi siamo, ecco cosa vogliamo!
Il potere politico, istituzionale, il riconoscimento della nostra dimensione nazionale hanno, dunque, a nostro avviso, senso e prospettiva, solo se collegati ai bisogni reali della nostra Gente.
Quando dunque Noi ricordiamo il sacrificio Antonio Canepa, dei suoi giovani compagni e l’impeto etico di tutti i giovani dell’E.V.I.S. (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), diversamente da altri, Noi non pensiamo a tutto ciò come ad un artifizio retorico.
Crediamo eticamente, politicamente davvero in quella visione di sintesi del pensiero canepiano per cui la Sicilia di domani sarà quale noi la vogliamo senza sfruttati né sfruttatori.
Una società equa, giusta, florida, pacifica, autodeterminata e democratica.
Una Sicilia “portaerei di pace” nel Mediterraneo, amica di tutti, nemica di nessuno e mai più suddita!


ANTUDU!





TRINAKRIUS
per il blog “laquestionesiciliana

domenica 4 ottobre 2009

NO AL DISSESTO IDROGEOLOGICO MA PARIMENTI ...

...NO A QUELLO ETICO, POLITICO E SOCIALE CHE RISCHIA DI TRAVOLGERE LA SICILIA E I SICILIANI



Questo blog ritiene i fatti legati alla sciagura dell’alluvione del messinese un evento inatteso eppure paradigmatico, per molti versi, del DISSESTO SICILIANO, idrogeologico ma anche politico.
I fatti di Giampilieri e Scaletta Zanclea sono solo l’ultimo, stavolta terribile nella sua dolorosa evidenza, segnale di come certi circuiti politico-burocratici siano incapaci e quindi citando Pannella (chissà se ne sarà felice?) capaci di tutto.
Vedere, leggere e/o ascoltare le dichiarazioni rilasciate dai vari “satrapi” di turno della partitocrazia, di quelli che sono al e il potere la dice lunga e offre, con immediatezza anche ai più distratti, quanto questi siano complessivamente incapaci di cogliere sia i reali termini della questione sia le loro evidenti implicazioni.
Questi “ras” partitocratrici certo si commuovono, corrucciano ma non sanno, non possono o non vogliono trarre le reali conseguenze da quanto accaduto. Sin da subito la gran parte di essi si autoassolvono, collettivamente solidali tra di loro più che con le popolazioni colpite.
Temiamo che sia proprio il concetto di “bene comune”che sfugge fatalmente loro.
Del resto, da troppo tempo, sono stati “educati” ed abituati alla pratica, colonizzante e coloniale, delle pratiche correntizie, di cordata e/o personalistiche.
Inamovibili, senza una opposizione sociale e politica degna di questo nome a fargli da contraltare, costoro sanno bene che dai governi, da qualsivoglia governo non hanno da temere né interventi né reprimende, dato che sono i loro “voti”che questi governi, queste maggioranze e questo andazzo puntellano.
Le vittime di Giampilieri e Scaletta Zanclea sono una sorta di “effetto collaterale”, vittime di un “fuoco amico” politico-burocratico non espressamente voluto ma ricercato, di fatto, attraverso scelte dissennate.
Taluni, infatti, hanno finto di non sapere o realmente non sapevano, cose ambedue gravi, che le scelte, tutte le scelte, politiche e amministrative, hanno sempre conseguenze.
Crediamo possa essere questa l’ulteriore, non cercata prova di quanto il vigente sistema di potere, centralista e monoideologico, con le sue maggioranze ed opposizioni virtuali, a Roma come a Palermo, siano davvero una IATTURA.
C’è da sperare che i Messinesi e con essi tutti i Siciliani, di tenace concetto, in occasione delle prossime, future scadenze elettorali mantengano e serbino memoria dell’ignavia e/o della superficialità di questi piccoli e grandi “proconsoli”.
E’ giunto il momento, pacificamente e democraticamente, di GIRARE PAGINA.
Un evento terribile e luttuoso come questo mostra, con tutta evidenza, più di mille dotte analisi, perché l’indipendentismo siciliano, progressivo e socialmente orientato, non può, non vuole e non deve schierarsi, per nessun motivo e a nessun titolo, dalla parte di chi, a vario titolo, anche imitando i nostri temi, in concreto, la Sicilia conculca o sfrutta.
Oggi che il re è nudo i cosiddetti indipendentisti e/o sicilianisti che hanno scelto di salire sul carro della partitocrazia comprenderanno, se in buona fede, e non abbiamo motivo di dubitarne, che la loro scelta è stata improvvida e sbagliata.
Il ruolo dell’ indipendentismo è oggi, in ogni parte dell’arcipelago siciliano, di guidare una reale opposizione sociale, istituzionale e politica per sciogliere democraticamente, pacificamente il grumo irrisolto della QUESTIONE SICILIANA, proiezione coessenziale di una QUESTIONE NAZIONALE e di una QUESTIONE SOCIALE.
Noi siamo l’unico CREDIBILE ARGINE all’imperante DISSESTO ETICO, POLITICO E SOCIALE in Sicilia e parimenti l’unica occasione di reale discontinuità politica rispetto al sistema, consociativo e consociante, dell’ immarcescibile, coloniale circuito politico-burocratico in Sicilia.
TRINAKRIUS

sabato 19 settembre 2009

NO AI RIFIUTI "SPECIALI" A RAMACCA COME IN TUTTO L'ARCIPELAGO SICILIANO



La notizia risale ad un paio di giorni fa eppure è di una gravità enorme.
Ci riferiamo alla scoperta da parte della Guardia di Finanza, in quel lì di Ramacca di circa 50 tonnennale di rifiuti “speciali” (siringhe , guanti in lattice , tubicini ecc..).
Saranno ora gli inquirenti e la Magistratura ad indagare e speriamo individuare e punire i responsabili.
Noi come Blog “laquestionesiciliana” siamo solidali con la popolazione della Città siciliana di Ramacca che si è vista“violentata” e ci chiediamo: Quante altre situazioni simili esistono in Sicilia ?
Nel domandarci ciò chiediamo alla politica, ai tecnici di e del settore: MA DAVVERO NON E’POSSIBILE TRACCIARE E SEGUIRE I RIFIUTI, TUTTI I RIFIUTI SPECIALI E/O PERICOLOSI ?
Sarebbe bello avere una risposta, è, infatti, nostra convinzione che la Sicilia e i Siciliani possono e debbono meritarsi di meglio!


IL BLOG
“laquestionesiciliana”

martedì 4 agosto 2009

Picchì hamu a difinniri ‘a lingua siciliana

PUBBLICHIAMO, IN LINGUA SICILIANA, UN INTERVENTO DEL NOSTRO TRINAKRIUS
BONA LITTURA!
Hamu a difinniri ‘a nustra lingua.
A certuni putissi ‘sta kosa puru pariri comu ‘na firnicia e ammeci si ‘cci pinsati putiti vidiri chi ‘a nustra e’ ‘na battàgghia di libbirtà.
‘Ppi assai assai tempu li ‘Taliani e ppi cuntu di chisti li ascari siciliani ‘ni hannu dittu chi ‘a nustra nun era ‘na lingua.
Chisti dicianu: “ E’ nu ddialettu” e ‘ncapu aggiugianu “ ‘u sicilianu e’ scatò “. Eranu kosi fausi, minzogni.
Chisti vulianu sulu farini scurdari ‘a lingua dî patri e dî matri nostri.
Compatrioti ammeci nutri avemu a rristari fidali ‘a ‘sta nustra lingua siciliana.
‘Na lingua, ricurdamunnillu, parrata, scrivuta e liggiuta da li avi di li avi .
Avemu a mettiri ‘a battàgghia kulturali, dunca, ‘ntu mezzu da nustra azziuni.
‘Ppi ottiniri ‘stu obbiettivu hamu pirò a cummattiri ddemocraticamenti e ‘ccu cunvinziuni.
Assai accalora ‘su li avvirsari di la cultura siciliana.
Si pirò nuatri nun pipitiamu allura putemu finiri ppi fari ‘u jocu di ‘sti nnimici dâ Trinakria.
Amara, chidda Nazziuni chi nun voli e nun sapi ddifinniri ‘a ‘so parrata.
Nuatri Siciliani da sempri semu cittadini di lu Munnu e vulemu viviri ‘nta lu munnu d’òj ccu la nustra parrata, ccu la nustra scrivuta.
Chi c’e’ di mali? N’hamu forsi a ggiustificari ppi ‘sta kosa? Possibili chi li ‘Taliani òj , ‘ntu vintunesimu seculu, hannu ancora scantu dâ nustra kultura a ‘u puntu di vulirila ancora umiliari e ddistruggiri?
Pari propriu accussì!
Siciliani, firmativi a pinsari ppi ‘nu mumentu: quali Populu e’ libbiru si nun poti libbiramenti canusciri, stidiari e trammannari a li ‘so figghi a ‘so lingua, a ‘so parrata, i ‘so libbri, i ‘so pinsieri .
Eppuru e’ accussi chi succedi òj ‘cca ‘nta nustra Sicilia.
Pinsatici, Vui Siciliani!
Potissi pariri ‘na kosa di ‘nenti e ammeci e’ ‘nu fattu assai ‘mpurtanti.
‘Nu populu sinza lingua e’ ‘nfatti ‘nu populu sinza arma!
Rritruvamu ‘nsemmula l’onestu orgògghiu di la nostra lingua.
Liggemu, scrivemu e parramu ‘nta lingua siciliana.
Truvamu ‘u modu di fari studiari a nustra lingua ‘nta li scoli, dâ i scoli ‘limintari ‘a la ‘Niversità.
‘Ppi fari accussi hamu a furmari subbitu i maistri, i prifissuri. Cci voli ‘na liggi chi havi a fari luci ‘na vota ppi sempri su ‘sti kosi.
Unni e’ a pulitica? Chi fannu i Novanta dâ Sala d’Erculi?
‘Nenti, Amaru Nui!
Basta cu li paroli ‘cci vonnu i fatti!
‘Sta a nuatri spinciri, vigghiari, jornu ppi jornu, ddifinnennu ‘a nostra Memoria, ‘u nostru passatu culturali e accussì puru ‘u nustru futuru!


TRINAKRIUS

sabato 1 agosto 2009

CONTRO LA BRUCELLOSI...

RICEVIAMO E POSTIAMO
...PER RILANCIARE LA ZOOTECNIA
NEBROIDEA E SICILIANA
E PER DIFENDERE LA SALUTE
DEI CITTADINI




LA PROPOSTA DEGLI INDIPENDENTISTI DU CUMITATU MISSINISI F.N.S. PER UNA “EXIT STRATEGY” DALLA BRUCELLOSI CHE AIUTI GLI ALLEVATORI AD AIUTARE LA COMUNITA’

PIENO INDENNIZZO PER I CAPI ABBATTUTI E NESSUN MARGINE PER FURBIZIE O TRUFFALDINERIE



Gli Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” lanciano una PROPOSTA che mira, senza infingimenti, ad affrontare e risolvere, in modo diretto ed efficace, la QUESTIONE BRUCELLOSI nel Territorio Nebroideo.
Pur apprezzando la recente proposta avanzata dal coordinamento degli amministratori pubblici che insieme all’associazione regionale allevatori chiede la vaccinazione dei capi con l’antivirus Rb 51, Noi pensiamo che detto suggerimento, anche e al di là delle evidenti buone intenzioni dei proponenti, rischia solo di tamponare un’emergenza che, d’un canto, minaccia la salute pubblica e, dall’altro, non va dimenticato minaccia gli interessi ed il futuro degli Allevatori Siciliani.
Noi du Cumitatu Missinisi du F.N.S. prospettiamo, nell’attuale frangente, un diverso approccio.
Proponiamo agli Assessorati Regionali alla Sanità ed Agricoltura di pianificare, progettare e realizzare, ognuno per ciò che è di sua pertinenza, in tempi accettabili, una CAMPAGNA SISTEMATICA di CENSIMENTO dei capi presenti nel Territorio Nebroideo.
Solo così facendo sarà possibile ISOLARE SISTEMATICAMENTE TUTTI I CAPI INFETTI.
Fatto ciò, pensiamo sarà poi necessario, in tempi strettissimi, procedere all’abbattimento seriale e sistematico di tutti i capi conclamatamente infetti.
La novità della nostra proposta risiede nel fatto che in siffatto PIANO devono essere coinvolti gli Allevatori piccoli o grandi che siano.
Noi proponiamo, infatti, che OGNI CAPO ABBATTUTO VADA RISARCITO IN TOTO AI PROPRIETARI DALLA REGIONE SICILIANA.
E’questo a ben vedere l’unico modo per risolvere il problema che, nel tempo, affrontato sporadicamente, ha assunto toni endemici preoccupanti.
Comprendiamo, anche, che una siffatta proposta può apparire, a primo acchito, dispendiosa . Tuttavia se ci si ferma a riflettere un po’ più attentamente, la proposta assume in prospettiva evidenti caratteri di ECONOMICITA’ dato che con la fuoriuscita dal “problema” garantisce economie di sistema nel medio-lungo termine.
Certo vanno posti, subitaneamente, dei paletti chiari.
Noi Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” pensiamo , ad esempio, che se si metterà in campo un siffatto sforzo non potranno né dovranno essere tollerati, in alcun modo, furbizie o truffaldinerie.
Andrà detto chiaramente, inoltre, che chi accettasse l’indennizzo e volesse sostituire un capo infetto abbattuto dovrà accettare una visita iniziale, prima, al nuovo capo acquistato e ulteriori, visite periodiche per garantire, nel tempo, i restaurati, standard di salute dei capi del Comprensorio.
Chiunque, superato il periodo stabilito per le analisi e il successivo abbattimento, presso strutture vocate, venisse scoperto ad occultare, commerciare o detenere animali o prodotti di lavorazione infetti dovrebbe essere non solo perseguito penalmente ma anche costretto oltre che a rifondere le risorse illecitamente percepite anche a versare i danni alla Comunità dei Cittadini e perché no, agli Allevatori onesti.
Solo successivamente a tutto ciò pensiamo non solo utile ma necessaria la VACCINAZIONE con lo Rb51 come proposto da Amministratori e Allevatori.
Invitiamo, dunque, gli Assessori Regionali alla Sanità e all’Agricoltura, il coordinamento degli Amministratori locali, l’Associazione Regionale degli Allevatori, la Provincia Regionale di Messina, il Parco dei Nebrodi, le forze politiche, parlamentari e sociali a fare propria questa proposta, che offriamo al comprensorio nebroideo con spirito di servizio sperando che sia possibile realizzare tutto ciò in tempi brevi.
Tutto il resto, qualsivoglia palliativo sono “sulu paroli” e non aggiungiamo altro.-

Messina, 01 agosto 2009.



CUMITATU MISSINISI F.N.S.

giovedì 30 luglio 2009

PER LA LINGUA E LA CULTURA SICILIANA

L’Indipendentismo progressista organizzato nell’FNS respinge le prevaricazioni, le grevi provocazioni che in questi giorni , ancora, una volta giungono contro i Siciliani e i meridionali camuffate da rivendicazioni culturali.
Intendiamoci la provocazione sviluppata da taluni settori politici del Nord riguardo insegnanti e “dialetti” non sposta né sottrae, in alcun modo, senso alla battaglia culturale e politica perorata dal nostro blog e da forze politiche come ‘u F.N.S. o da pochi altri sodalizi culturali come FOCUS TRINAKRIA per l’insegnamento, nelle scuole di ogni ordine e grado, della lingua e della cultura siciliana.
Ciò che certi “nordisti” affermano e perorano con il loro stile e la loro “teoresi “ non ha nulla a che fare con il nostro modo di intendere la questione culturale e linguistica.
La loro è un opzione che Noi, da sempre,rifiutiamo.
Per Noi l’insegnamento della nostra Lingua Madre, invece, è una risorsa comunitaria non escludente ma coinvolgente che non si può e mai si dovrà imporre sulla punta delle lance ma che è semmai un “valore aggiunto” per tutti ,siciliani e no.
Del resto è nostra convinzione che le scelte, le opzioni perorate e sostenute dal nordismo e dai suoi tanti alleati, dichiarati e taciti, dimostrino in modo sempre più chiaro e lampante che queste forze sono al servizio , al pressoché esclusivo servizio dei poteri forti continentali e nello specifico dei poteri economici nordisti.
La questione cosiddetta del “dialetto” ( per ciò che ci riguarda voglio sottolineare, però, che la nostra è e resta una lingua ) cela interessi legati alla poco virtuosa ricerca di egemonia che il Nord mette in campo oggi senza più pudore. Egemonia che vede uno dei terreni strategici di “confronto” nell’istruzione e/o formazione.
E’ una battaglia quella scatenata da certi settori nordisti che NOI Indipendentisti progressisti, organizzati ‘nto lu F.N.S. non solo non condividiamo nei modi, nei toni e nelle forme ma che va contro gli oggettivi interessi del Popolo e della Nazione Siciliana, oltre che dei fratelli del Meridione Continentale.
Come Indipendentisti progressisti Noi abbiamo il dovere, d’un canto, di contestare certo modo di fare Nordista e dall’altro di rifiutare, come reazione, il MONOCULTURALISMO e il MONOLINGUISMO che si pongono e sono posti come uniche possibili opzioni in campo.
Esistono posizioni altre che non sono risolvibili, sic et simpliciter, nei due opposti e speculari, "stoltismi", quello di certo nordismo e quello centralista.
Noi diciamo invece che per difendere i diritti CULTURALI, LINGUISTICI delle Nazioni senza Stato, delle Minoranze Allogene , e dei meridionali in genere occorrono atti conseguenti che non offendano né ledano nessuna identità o cultura.
Vorremmo che i media, i commentatori, i settori più democratici e sensibili dell’Opinione Pubblica ne tenessero conto e soprattutto ne dessero conto.
Il federalismo, la lotta per l’Autodeterminazione di Popoli e Nazioni, come quello Siciliano, pre-esistono , persistono, resistono e sicuramente anche sopravvivranno a certe vulgate intese come paradigmi nord centrici.
Affermiamo , quindi, che c’è , vive, opera, nella forma-stato Italia, un Federalismo,un Indipendentismo aperto al mondo, siciliano e patriottico eppure non nazionalista, capace di essere lievito per sé e per gli altri.
Senza Nemici ma apertamente avversario dell’Arbitrio, della Menzogna, delle Mafie e di ogni odiosa Discriminazione culturale, politica o economica.



TRINAKRIUS