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mercoledì 2 giugno 2010

“FREDOOM FLOTILLA”: PER IL POPOLO PALESTINESE, CON IL POPOLO PALESTINESE ?

Noi indipendentisti progressisti del blog “laquestionesiciliana”, che ci riconosciamo nelle scelte politiche e nelle posizioni du F.N.S., siamo sempre stati schiettamente, apertamente favorevoli all’esistenza di uno Stato Nazionale Palestinese come anche, del resto, a quella di uno Stato Nazionale Israeliano.
Abbiamo sempre creduto, al di là e oltre le mutevoli alchimie, nella idea sintetizzabile con lo slogan “DUE POPOLI, DUE STATI”.
I fatti legati alla “Fredoom Flotilla” e verificatisi sulla nave turca “Mavi Marmara”ci inducono ad alcune riflessioni.
Premettiamo, a scanso d’equivoci, che non entreremo qui nella meccanica dell’incidente, che non conosciamo approfonditamente.
Ciò che qui, invece, ci interessa è riflettere sulle possibili, prevedibili, al momento, conseguenze, rischi che, a nostro avviso, si vanno prospettando all’orizzonte.
Un primo pericolo che pochi attenzionano e quello che è a rischio la stessa Causa Nazionale Palestinese.
Molti analisti, infatti, non sembrano accorgersi che ciò che è accaduto sulla nave turca, con, ahinoi, il suo carico di vittime, è frutto e risultante anche di una lotta interna al nazionalismo palestinese.
Oggi, i fatti, si contrappongono, nel movimento per l’Autodeterminazione palestinese, due diverse visioni: una orientata in senso religioso e l’altra complessivamente laica.
Questo scontro che attraversa tutto il movimento nazionale palestinese trova la sua più evidente “faglia” proprio a Gaza e nel suo hinterland che erano la meta, appunto, della nave “Mavi Marmara” e dove governa monocraticamente il movimento religioso di Hamas.
Non crediamo stupiremo nessuno se diremo che per cultura e formazione ideale e politica Noi crediamo e sosteniamo solo lotte di liberazione nazionale laiche e democratiche.
Alla luce di ciò và da sé che noi stiamo, in campo palestinese, della componente laica, democratica e progressista del movimento palestinese.
E’ a nostro avviso, dunque, un errore pacchiano sostenere, sia pure tatticamente, la visione di Hamas.
Alcuni anche a seguito dei luttuosi eventi del “Mavi Marmara” vorrebbero utilizzare ciò che è accaduto per legittimare, tout court, Hamas a livello di opinione pubblica internazionale.
Senza voler apparire pedanti tuttavia dobbiamo e possiamo dire che occorre distinguere e differenziare il destino, il futuro di Gaza e del suo hinterland da quello dell’organizzazione Harakat al-Muqawama al-Islamiya (Hamas).
E’ questo un passaggio che molti oggi sulla scia dell’emozione e/o della polemica tentano di glissare.
Noi restiamo infatti convinti che Hamas non sia credibile sul tavolo di un comunque necessario e imprescindibile momento di confronto per e sul futuro della Palestina e di Israele.
L’altro rischio evidente, per Noi de “laquestionesiciliana” è quello perseguito da taluni di utilizzare, ciò che è accaduto sulla nave turca “Mavi Marmara”, un luttuoso ma singolo evento, da indagare ed indagabile come auspicato dalla risoluzione approvata dall’ONU, per rilanciare vecchie osservanze antisioniste, antiebraiche ed in buona sostanza antisemite con il loro mefitico strascico di odio
Occorre essere chiari: OGGI E DOMANI MAI NESSUNO POTRÀ NEGARE O METTERE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA DELLO STATO DI ISRAELE.
E’ un dato questo che Hamas ancora nega apertamente e che crea ponti anche con le “estreme” politiche, europee ed internazionali, a destra come a sinistra, nei loro sentimenti anti israeliani ed antisemiti.
Vogliamo oggi essere chiari, proprio mentre l’opinione pubblica internazionale, si abbandona alle intemperanze della polemica spicciola dettata dalla immanenza degli avvenimenti, e dire, senza se e ma, che
NOI INDIPENDENTISTI PROGRESSISTI, AVANGUARDIA POLITICA DEL POPOLO E DELLA NAZIONE SICILIANA, PARTE DEL MEDITERRANEO E D’EUROPA, NON VOGLIAMO E NON POSSIAMO ODIARE NESSUNO NE OGGI NÉ MAI.
Abbiamo voluto limitarci qui nella pochezza di questo post ad analizzare solo questi due rischi anche se altri diversi e/o correlati si stagliano all’orizzonte.
Anche Noi siamo sostanzialmente d’accordo, difatti, con quei commentatori e/o analisti che indicano il determinarsi di un “nuovo” quadro geopolitico mediorientale.
Accenneremo qui solo ad un dato, che in seguito, sarà bene poi approfondire più analiticamente.
Ci riferiamo alla “ricollocazione” geopolitica della Turchia erdoganista.
La Turchia guidata politicamente dal 2003 dall’islamista moderato, Tayyip Erdogan, sta tentando di accreditarsi come nuova “difensora” e “protetrrice” dei Palestinesi, rompendo i legami politici, militari ed economici con lo stato di Israele.
In ciò si nota che i dubbi di coloro che si opponevano all’ingresso dello Stato turco nella U.E. appaiono complessivamente sempre più motivati.
Il rischio non è solo, ma anche, quello di destabilizzare e/o mutare i rapporti nella già difficile realtà mediorientale bensì anche quello di ripiombare la Palestina ed i Palestinesi alla situazione antecedente a quella del 1964, cioè quando Arafat prese nelle sue mani il destino politico della Palestina.
Molti dovrebbero ricordare che la Causa Palestinese, fino ad allora, era solo una variabile secondaria della e nella politica dei Paesi Arabi “fratelli”.
Paesi Arabi che Arafat intuì essere, in concreto, solo oppressivi “tutori” per il suo popolo.
Tutto ciò che sta accadendo rischia di ripiombare indietro la Palestina ed i Palestinesi, con l’aggiunta che adesso il movimento nazionale è tarlato da logiche religiose integraliste.

ANTUDU!




Il blog “laquestionesiciliana

mercoledì 4 giugno 2008

FORUM MEDITERRANEO DI ALGERI: CHI DARA’ VOCE ALLA SICILIA NEL MEDITERRANEO ?


RICEVIAMO, DA TRINAKRIUS, E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO




IL 5 e 6 giugno ad Algeri si terrà la Conferenza Ministeriale del Forum Mediterraneo. Undici i Paesi che vi partecipano e che si vedranno rappresentati, appunto, dai Ministri degli Esteri.
Tra questi Paesi ricordiamo oltre all’Italia anche la vicina Malta.
Anche se non c’è, secondo tradizione, un’Agenda fissa è verosimile pensare che tra i temi che saranno discussi vi sarà oltre l’immancabile situazione Medio Orientale anche quello, coordinato e correlato ,dello sviluppo e del possibile futuro per e dell’Unione del Mediterraneo.
A nessuno può e deve sfuggire che i temi in discussione e in particolare quello dell’ Unione del Mediterraneo sono centrali e cruciali sia per il futuro dell’intero bacino del Mediterraneo che anche per l’Europa,
Centrale e collegata anche la questione spinosa quanto ineludibile della ventilata ,preventivata (ed auspicata) presenza in questa Unione di Israele.
I diversi argomenti sembrano dunque interfacciarsi , confondersi e mischiarsi. Pensiamo, ad esempio, a qual è l’atteggiamento della Turchia nei confronti dell’ Unione del Mediterraneo in riferimento anche all’agognata adesione alla U.E. .
Ora l’appuntamento di Algeri, a cui parteciperanno anche osservatori come la Libia è un’occasione che non va sottovalutata o taciuta.
Sarebbe stato utile che in un simile , utile frangente la Sicilia avesse modo e occasione di fare sentire e pesare la sua voce politica ed istituzionale sia pure come Regione Speciale della e nella forma-Stato Italia.
Temi e intersezioni come queste richiederebbero un PUNTO DI VISTA SICILIANO sui temi in questione.
Ciò è ancor più urgente se ci si sofferma a riflettere sul fatto che in realtà le posizioni espresse dalla politica, e per suo conto dalla Diplomazia Italiana, sono, spesso e volentieri, posizioni, oggettivamente, concretamente, fuori dagli interessi e dai bisogni della Sicilia e dei Siciliani ed espressione coerente di un sistema di interessi politico-economici orientati verso il Nord-continentale d’Italia.
Ora l’ Unione del Mediterraneo è ad avviso Nostro un utile, interessante occasione per i Paesi ma anche per le Realtà Nazionali Rivierasche, abrogate e no,(Sicilia,Catalogna, Sardegna ecc..) di pensare e determinare una forma, nuova e sostenibile di futuro comune.
Noi crediamo che l’ Unione del Mediterraneo debba divenire una REALTA’ DI PESO in termini politici, economici e geo-sociali.
Certo la sfida mira a nostro avviso all’INCLUSIONE, senza se e senza ma, anche e soprattutto di Israele.
E’ questa una sfida che Paesi come Egitto, Tunisia devono e possono accettare e vincere.
Inviteremmo il Presidente della Regione Siciliana almeno ad inviare, a nome della Sicilia e dei Siciliani, un messaggio programmatico di saluto alla Conferenza , un memento politico-diplomatico dal Centro, storico e geografico, del Mediterraneo.

O forse chiediamo troppo?



TRINAKRIUS