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mercoledì 14 luglio 2010

IL FUTURO DELL’ECONOMIA SICILIANA È NELL’AGENDA POLITICA ED ECONOMICA DELL’INDIPENDENTISMO PROGRESSISTA DI F.N.S.

Il 34° Report Sicilia realizzato in tandem da DISTE e Fondazione CURELLA fotografa oramai ritualmente lo stato economico in cui si trova o meglio sarebbe dire versa la Sicilia.
E infatti anche quest’anno le notizie contenute nel Report non sono incoraggianti.
Come poteva essere del resto altrimenti, basta, difatti, avere occhi ed orecchi, per intendere che la situazione sociale ed economica in cui si dibattono Sicilia e Siciliani è difficile.
E’ ovviamente il nostro un giudizio politico come è anche giusto che sia.
Tuttavia onde evitare che le nostre considerazioni siano considerate una mera impressione autoreferenziale eccovi alcuni dati:

· 304.000 disoccupati ufficiali in Sicilia
· disoccupazione al 22,3% in Sicilia pari ad ¼ dell’intera popolazione isolana
· Il numero di occupati cala per il quarto anno consecutivo nel settore industriale
· La situazione del comparto agricolo è poi davvero triste


Ci sarebbero altri dati resta il fatto che già questi dati basterebbero a determinare un “clima” che definire fosco non è eccessivo.
Del resto lo stesso DISTE (Dipartimento Studi Territoriali) prevede per il 2010 una stagnazione del P.I.L. in Sicilia
Ne ci sentiamo di condividere le soluzioni che propone dopo la lettura dei dati Pietro Busetta, della Fondazione CURELLA che dice che bisogna puntare sulla logistica e in tale ambito cita Augusta, il Ponte sullo Stretto di Messina, l’alta velocità ferroviaria e la Salerno Reggio Calabria.
Senza voler essere irrispettosi crediamo come Indipendentisti Progressisti che debbano e possa essere altre le soluzioni non certo il Ponte sullo Stretto di Messina né tantomeno la Salerno Reggio Calabria ( ambedue a regime sottoposte a pedaggi).
Noi crediamo che si debba rilanciare invece l’idea ,che fu anche del grande economista FRISELLA VELLA di elevare l’intero Territorio Siciliano a ZONA FRANCA ecocompatibile, programmata e controllata in cui siano rispettati i diritti sindacali dei nostri lavoratori e siano altresì contrastate tutte le attività malavitose e/o mafiose.
Il rilancio economico della Sicilia passa per una nuova idea politica di Sicilia e del suo ruolo geopolitico ed economico nell’ambito Euromediterraneo.
Il futuro della Sicilia passa per il PROGETTO POLITICO DELL’INDIPENDENTISMO PROGRESSISTA DU F.N.S.
TRINAKRIUS

martedì 7 ottobre 2008

SCIANO': << OPPORTUNA E NECESSARIA LA COSTITUZIONE DEL TERRITORIO SICILIANO IN ZONA FRANCA INTEGRALE, ECOSOSTENIBILE E CONTROLLATA >>





RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO


" La costituzione della Sicilia in Zona Franca integrale avrebbe, soprattutto in questo momento di crisi economica internazionale, un ruolo fortemente trainante per l'economia dei Paesi che gravitano sul Mediterraneo e per l'economia di tutto il Sud Europa ". Ha dichiarato il Segretario Politico di lu Frunti Nazziunali Sicilianu "Sicilia Indipinnenti", nel corso dell'Attivo "aperto" ad Iscritti e Simpatizzanti e conclusosi nel tardo pomeriggio di ieri, a Palermo, nei locali di Via Brunetto Latini, 26.
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Provocatorio il tema dell'attivo: "CHE FINE HA FATTO IL DISEGNO DI "LEGGE-VOTO PRESENTATO, L'11 LUGLIO 1967, ALL'ARS DALL'ON. MODESTO SARDO, PER LA COSTITUZIONE DEL TERRITORIO DELLA REGIONE SICILIANA IN ZONA FRANCA? "
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" Si tratta di una scelta opportuna e necessaria, se vogliamo valorizzare la centralità geografica della Sicilia nel Mediterraneo, inteso anche come punto d'incontro di tre Continenti: EUROPA, ASIA e AFRICA ". " Ed infatti quella proposta di legge-voto (che lo stesso deputato proponente, purtroppo, non ebbe, poi, la forza politica e fisica di fare uscire dall'insabbiamento) è ancora oggi valida ed attuale " ha sottolineato Scianò che ha, però, precisato come, oggi, vadano inserite garanzie sul rispetto delle altre vocazioni del territorio, sulla difesa dell'ambiente e della qualità della vita, sull'applicazone della Legislazione sociale e dei contratti di lavoro (che potranno essere migliorativi e non peggiorativi). E vada anche accettato, da parte delle imprese, l'inserimento nella programmazione che la Regione Siciliana darà alla "Zona Franca". Insomma: la Zona Franca dovrà essere al servizio della Sicilia e non viceversa.
" Soltanto così la Sicilia Zona Franca diventerà l'Area Motrice dell'economia mediterranea e Sud Europea. E cancellerà la disoccupazione dalla Sicilia e dal Mezzogiorno d'Italia ". Ha ancora affermato il Segretario FNS, che ha concluso il proprio intervento evidenziando come la Sicilia ZONA FRANCA INTEGRALE e programmata sia una iniziativa a se stante, non confondibile con l'Area Euro-Mediterranea di Libero Scambio, nè con le modeste Zone Franche Urbane, che hanno ben altre finalità e che non provocherebbero analoghi effetti.
Sono intervenuti nel dibattito: Giovanni Basile, Rosalia D'Antoni e Giuseppe Sorrentino, il quale ha fatto rilevare come, sia il Governo Regionale che l'Ars, avvalendosi dell'articolo 18 dello Statuto, dovrebbero presentare un nuovo Disegno di Legge-Voto, rivendicando l'anzianità politica e giuridica del precedente.





FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU

SICILIA INDIPINNENTI