Riceviamo da FOCUS TRINAKRIA questo contributo grafico che volentieri postiamo
...non è la questione di una qualunque regione: è una questione nazionale per risolvere la quale occorre preventivamente risolvere il diritto all'esistenza del Popolo Siciliano, nel rispetto della identità, delle peculiarità, delle speranze, delle esigenze proprie.
lunedì 27 aprile 2009
domenica 26 aprile 2009
L'FNS PER MEZZO DEL SUO SEGRETARIO SCIANO' RICORDA...

Riceviamo e convintissimamente postiamo
...RAIMONDO CUSIMANO, IL FILOSOFO CHE PREDICAVA L'INDIPENDENTISMO
IN LINGUA SICILIANA
Raimondo Cusimano è morto il 23 aprile del 1988 a circa 56 anni, nel pieno della sua maturità politica , culturale e professionale.Si era iscritto al Fronte Nazionale Siciliano – “ Sicilia Indipendente” fin dai primissimi giorni della sua fondazione. Allora era uno dei sarti più famosi di Palermo, e fra i suoi clienti annoverava esponenti dell'aristocrazia palermitana, intellettuali, professionisti e gente comune.Aveva, fra le tante, una caratteristica del tutto particolare.: dialogava con i suoi clienti su tutti gli argomenti di attualità, dai grandi eventi internazionali , ai fatti di cronaca minori.Dava la sua opinione e ascoltava con interesse le opinioni altrui. Non mancava di dilungarsi su questa o su quella teoria filosofica; non trascurava di addentrarsi in analisi politiche ed economiche. Non dimenticava mai al momento opportuno di affrontare la QUESTIONE SICILIANA e di tentare di convincere il proprio cliente ad aderire all 'F.N.S.-
Sì perchè per lui il "cliente", a prescindere da ogni interesse professionale e commerciale, era soprattutto un FRATELLO SICILIANO , che doveva essere consapevole ed orgoglioso della propria identità nazionale.E doveva anche essere UN CITTADINO CON IL DOVERE MORALE DI OCCUPARSI DI POLITICA, nel senso più alto del significato del termine: ED era il "suo" INTERLOCUTORE, a prescindere dal tempo che il dialogo si portava via e a prescindere dall'abito di volta in volta commissionatogli.Nessun complesso d'inferiorità,nessuna pietà per le idee che fino a quel momento il cliente-interlocutore aveva professato, o per il partito nel quale quest'ultimo militava o aveva incarichi di responsabilità....quasi mai il cliente se ne andava.E comunque gli interlocutori restavano affascinati dalla eloquenza e dalla ricchezza culturale, dallo spirito umanitario, dalla forte ed onesta SICILIANITA' che coglievano dalle parole di quel simpatico "filosofo- rompiscatole" che dimostrava di avere una cultura profonda,paragonabile soltanto a quella dei grandi Filosofi della Magna Grecia.E tutti, -anche gli Addetti ai lavori della materia di volta in volta affrontata,- restavano affascinati dal fatto che RAIMONDO si esprimesse quasi totalmente in LINGUA SICILIANA.
Ed in Siciliano traduceva anche la terminologia scientifica, per la quale, allora come oggi, si usava l'Inglese.Questo particolare linguistico e le grandi qualità umane che possedeva, consentiva a Raimondo di parlare degli stessi argomenti con la gente più semplice e priva di cultura scolastica.Nelle piazze, nelle strade ,nei vicoli,nei mercati,nei posti di lavoro nelle grandi e piccole CITTA' della Sicilia. Sempre con successo.In Siciliano faceva persino i comizi per le campagne elettrali dell'FNS.
In queste occasioni sfoderava una forte grinta ed anche, quando coglieva qualche occasione propizia, una grande VIS COMICA, non priva di AUTOIRONIA.-
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I giovani indipendentisti dell'FNS lo stimavano e lo volevano bene. Lo consideravano uno di loro.Raimondo accettava volentieri che si instaurasse con lui un clima cameratesco e goliardico anche.Alla condizione però che il tutto fosse inquadrato in un più ampio discorso di attivismo e di attivismo militante.Fra i Giovani militanti dell'FNS , Raimondo privilegiava la collaborazione e lo scambio di idee, il dialogo, con un giovane intellettuale , Fabio Cannizzaro, studioso, serio ed impegnato,anche al di fuori del Partito.Non furono poche le iniziative di carattere culturale , politico o sindacale nelle quali RAIMONDO si avvaleva dell'aiuto e della collaborazione di Fabio. E viceversa.
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Fra le benemerenze di Raimondo Cusimano va ricordata la costituzione di una grande Cooperativa sartoriale, che diede lavoro a diversi , qualificati,operatori del settore.Per portare a compimento questa iniziativa di grande respiro sociale Raimondo, con il fratello Benedetto, rinunciarono a gran parte del guadagno che la loro sartoria privata aveva fin a quel momento assicurato agli stessi perchè basata su quel rapporto personale cui ho fatto cenno. Ma Raimondo non viveva per il denaro. Si sentiva appagato diaver realizzato, seppure a costo di grandi sacrifici, una iniziativa produttiva a carattere sociale. Nonostante le difficoltà e la sorte avversa.
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Non aggiungo altro, anche perchè è intenzione di Fabio Cannizzaro di ricordare più ampiamente in un incontro seminariale di FOCUS TRINAKRIA la figura e l'opera di Raimondo CUSIMANO.
" CUSIMANO è stato il nostro piccolo SOCRATE ed è stato anche un tenace e valido attivista dell'FNS. Abbiamo il dovere di raccoglierne e salvare le idee espresse nelle varie circostanze e di tramandarne la memoria alle giovani generazioni."
Ed è questo un dovere al quale tanto FOCUS TRINAKRIA che 'u FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI” adempiranno con lo spirito di servizio e con l'entusiasmo, dei quali Raimondo CUSIMANO ci ha dato prova ed esempio.
Palermu 26 Aprile 2009
Giuseppe Scianò
giovedì 23 aprile 2009
NO AL PONTE! NO ALLA REGIONICCHIA DELLO STRETTO

RICEVIAMO DA 'U CUMITATU MISSINISI DU FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU - "SICILIA INDIPINNENTI" E VOLENTIERI POSTIAMO
Come Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “( Comitato Messinese del Fronte Nazionale Siciliano – “Sicilia Indipendente”) riflettiamo con attenzione, e non da oggi, sul progetto legato alla redazione del cosiddetto progetto "MESSINA 2020, VERSO IL PIANO STRATEGICO" .
Noi siamo e non ne facciamo alcun mistero estremamente critici con la prassi e la metodologia che ha ispirato ed ispira questa iniziativa.
Crediamo che un siffatto modo di agire andava pensato, pianificato e realizzato solo dopo che fosse stata determinata politicamente, comunitariamente una condivisa linea d’indirizzo per Messina e il Messinese.
Sembra invece che qui si sia proceduto diversamente, cioè la cosiddetta riflessione sul Piano Strategico altro non è che il tentativo sia pure in gran spolvero di forzare il riconoscimento e la istituzionalizzazione di taluni “desiderata” espressi da alcuni settori politico-burocratici che li vogliono appunto “prescrivere” all’intera città di Messina e non solo.
A nostro giudizio nessuno può e deve sottrarre ai Messinesi il diritto di operare le proprie scelte e di farre valere i propri diritti e i propri interessi.
Diciamo ciò senza alcun malanimo ma fermamente convinti di queste ragioni.
Abbiamo riflettuto e riflettiamo e invitiamo a riflettere, infatti, su come sia concretamente impossibile, ad oggi , pensare e delineare leggiamo testualmente dalla stampa “lo scenario per lo sviluppo futuro della città dello Stretto attraverso le specifiche attribuzioni tematiche: l'organizzazione fisica della città e le infrastrutture materiali; le infrastrutture immateriali della ricerca e dell’innovazione; i servizi per lo sviluppo locale dei territori e le reti per la solidarietà e l’impresa sociale.”.
Peraltro non ci pare che nessuno abbia ancora detto l’ultima, definitiva parola sull’ipotesi del Ponte sullo Stretto che a sé vincola e subordina ogni credibile ipotesi di sviluppo per Messina. Come altresì pensiano che sia oggi in grado di prevedere sismi e calamità né quantificarne la potenza.
Purtroppo non sono pochi quelli che danno per scontata la realizzabilità del Ponte-Iattura.
Vanno anche oltre: pensano già ad una iinnaturale ed artificiosa REGIONICCHIA DELLO STRETTO ad usum partitocratrico.
In questo contesto apparirebbero provocatori i tentativi di ammannire a Siciliani e Calabresi, a Reggini e a Messinesi tutta una serie di tecnicismi e di studi precotti sulle “magnifiche sorti progressive” del Moloch ponte e della non meno improbabile Area dello stretto.
In realtà tutto ciò non fa che dimostrare quanto poco certi settori della politica politicata e della burocrazia tengano in conto la volontà dei Messinesi che sono contrari sia al Ponte che alla REGIONICCHIA DELLO STRETTO.
Scelte che m0dificherebbero innaturalmente anche geograficamente disarticolerebbe la Sicilia e la Calabria rendendo un inferno la vita di qua e di là dello Stretto e condannando di fatto Messina alla morte economica e sociale.
Fermo restando che né i siciliani né i calabresi hanno rinunciato al diritto ad esprimere la propria volontà con uno specifico referendum.
I Messinesi vogliono difendere la loro antica, nobile città punta avanzata della Sicilia tra i due mari. Sono stanchi delle solite parolone che anziché promuovere progresso provocano arretramento e disperazione.
Ecco perché Noi du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “ siamo scettici e critici con con la proposta di"MESSINA 2020, VERSO IL PIANO STRATEGICO".
Ecco perché invitiamo tutti i Missinisi a VIGILARE affinché il futuro loro e dei loro figli non sia deciso nel chiuso di questo piano strategico né di altri lontani dalla “questione messinese” e dalla “Questione Siciliana”.
Noi siamo e non ne facciamo alcun mistero estremamente critici con la prassi e la metodologia che ha ispirato ed ispira questa iniziativa.
Crediamo che un siffatto modo di agire andava pensato, pianificato e realizzato solo dopo che fosse stata determinata politicamente, comunitariamente una condivisa linea d’indirizzo per Messina e il Messinese.
Sembra invece che qui si sia proceduto diversamente, cioè la cosiddetta riflessione sul Piano Strategico altro non è che il tentativo sia pure in gran spolvero di forzare il riconoscimento e la istituzionalizzazione di taluni “desiderata” espressi da alcuni settori politico-burocratici che li vogliono appunto “prescrivere” all’intera città di Messina e non solo.
A nostro giudizio nessuno può e deve sottrarre ai Messinesi il diritto di operare le proprie scelte e di farre valere i propri diritti e i propri interessi.
Diciamo ciò senza alcun malanimo ma fermamente convinti di queste ragioni.
Abbiamo riflettuto e riflettiamo e invitiamo a riflettere, infatti, su come sia concretamente impossibile, ad oggi , pensare e delineare leggiamo testualmente dalla stampa “lo scenario per lo sviluppo futuro della città dello Stretto attraverso le specifiche attribuzioni tematiche: l'organizzazione fisica della città e le infrastrutture materiali; le infrastrutture immateriali della ricerca e dell’innovazione; i servizi per lo sviluppo locale dei territori e le reti per la solidarietà e l’impresa sociale.”.
Peraltro non ci pare che nessuno abbia ancora detto l’ultima, definitiva parola sull’ipotesi del Ponte sullo Stretto che a sé vincola e subordina ogni credibile ipotesi di sviluppo per Messina. Come altresì pensiano che sia oggi in grado di prevedere sismi e calamità né quantificarne la potenza.
Purtroppo non sono pochi quelli che danno per scontata la realizzabilità del Ponte-Iattura.
Vanno anche oltre: pensano già ad una iinnaturale ed artificiosa REGIONICCHIA DELLO STRETTO ad usum partitocratrico.
In questo contesto apparirebbero provocatori i tentativi di ammannire a Siciliani e Calabresi, a Reggini e a Messinesi tutta una serie di tecnicismi e di studi precotti sulle “magnifiche sorti progressive” del Moloch ponte e della non meno improbabile Area dello stretto.
In realtà tutto ciò non fa che dimostrare quanto poco certi settori della politica politicata e della burocrazia tengano in conto la volontà dei Messinesi che sono contrari sia al Ponte che alla REGIONICCHIA DELLO STRETTO.
Scelte che m0dificherebbero innaturalmente anche geograficamente disarticolerebbe la Sicilia e la Calabria rendendo un inferno la vita di qua e di là dello Stretto e condannando di fatto Messina alla morte economica e sociale.
Fermo restando che né i siciliani né i calabresi hanno rinunciato al diritto ad esprimere la propria volontà con uno specifico referendum.
I Messinesi vogliono difendere la loro antica, nobile città punta avanzata della Sicilia tra i due mari. Sono stanchi delle solite parolone che anziché promuovere progresso provocano arretramento e disperazione.
Ecco perché Noi du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “ siamo scettici e critici con con la proposta di"MESSINA 2020, VERSO IL PIANO STRATEGICO".
Ecco perché invitiamo tutti i Missinisi a VIGILARE affinché il futuro loro e dei loro figli non sia deciso nel chiuso di questo piano strategico né di altri lontani dalla “questione messinese” e dalla “Questione Siciliana”.
Missina, 23/04/2009
CUMITATU MISSINISI FNS
mercoledì 22 aprile 2009
FOCUS TRINAKRIA NON PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL G8 DI SIRACUSA
RICEVIAMO E VOLENTIERI POSTIAMO
Focus Trinakria, think tank del Sicilianismo e dell’Indipendentismo progressivo siciliano concorda con le motivazioni di ordine politico espresse dagli Indipendentisti progressisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti“ e nell’occasione chiarisce che anche i suoi iscritti non aderiranno alla manifestazione promossa, a Siracusa, dal COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO “CONTRO G8”.
Hanno ben ragione gli Indipendentisti F.N.S. nel loro dettagliato documento a rilevare che nella piattaforma del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” non c’è alcun riferimento o solo accenno al fatto che il G8 che si svolge in Sicilia, in una Nazione senza stato.
Anche Noi di Focus Trinakria, dunque, ci dissociamo dalla prospettiva asiciliana e antisiciliana offerta in quest’occasione a Siracusa, città siciliana e concordiamo con gli amici del F.N.S. nel dire che essere, dunque, schierati con quelli del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” non sarebbe in alcun modo comprensibile per chi è e si propone, come appunto Noi, quotidianamente, come Indipendentista.
W LA SICILIA!
W SIRACUSA, CITTA’ SICILIANA!
W TUTTE LE NAZIONI SENZA STATO CHE LOTTANO DEMOCRATICAMENTE PER IL LORO FUTURO!
Palermo, 22 Aprile 2009
Hanno ben ragione gli Indipendentisti F.N.S. nel loro dettagliato documento a rilevare che nella piattaforma del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” non c’è alcun riferimento o solo accenno al fatto che il G8 che si svolge in Sicilia, in una Nazione senza stato.
Anche Noi di Focus Trinakria, dunque, ci dissociamo dalla prospettiva asiciliana e antisiciliana offerta in quest’occasione a Siracusa, città siciliana e concordiamo con gli amici del F.N.S. nel dire che essere, dunque, schierati con quelli del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” non sarebbe in alcun modo comprensibile per chi è e si propone, come appunto Noi, quotidianamente, come Indipendentista.
W LA SICILIA!
W SIRACUSA, CITTA’ SICILIANA!
W TUTTE LE NAZIONI SENZA STATO CHE LOTTANO DEMOCRATICAMENTE PER IL LORO FUTURO!
Palermo, 22 Aprile 2009
FOCUS TRINAKRIA
domenica 19 aprile 2009
Perche’ gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu– “Sicilia Indipinnenti” non partecipano alla manifestazione...

...contro il G8 che si svolgera’ nella nobile citta’ siciliana di Siracusa
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CON CONVINZIONE
Noi Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “, progressisti, non intendiamo aderire alla manifestazone promossa dal COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO “CONTRO G8” in base ad una valutazione politica d’ordine generale da cui non dobbiamo né vogliamo prescindere.Se , infatti, non riusciamo ad essere d’accordo con la logica degli organizzatori del G8 sinceramente non ci sentiamo neppure di concordare pienamente con la piattaforma del coordinamento”contro G8”.Nel documento del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” rileviamo che non c’è alcun riferimento, collegamento o anche solo richiamo al fatto che il G8 che si svolge in Sicilia ha luogo in una nazione senza stato.Ora tacere o “dimenticare” ciò a nostro avviso significa, in buona sostanza, dare una percezione alterata di quella che realmente è la situazione sociale, politica ed economica che si vive in Sicilia.A questo punto ci domandiamo perché gli animatori, i “No global” del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8”evitino accuratamente nel loro documento –piattaforma di parlare della dimensione nazionale siciliana.E’ ovvio, a nostro avviso, che tutto ciò non è né dettato da ingenuità né è tanto meno casuale .Alla luce di ciò pur avendo Noi alcuni punti di contatto con la loro analisi , come forza indipendentista, non possiamo sottoscrivere il loro punto di vista.Se lo facessimo perderemmo concretamente, la nostra funzione politica.Se infatti Noi indipendentisti militanti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “accettassimo ciò avalleremmo di fatto la stessa negazione e quindi disarticolazione della questione nazionale siciliana .Noi non possiamo accettare che la contestazione al G8 che si svolge nella città siciliana di Siracusa, parte della Nazione Siciliana, sia posta e praticata sulla base di una piattaforma preconfezionata fuori dalla Sicilia che sorvola ed evita di affrontare l’elemento d’analisi fondamentale e ciò i motivi storici, economici e politici che specificano il perché l’Arcipelago Siciliano, sia trattato oggi come una colonia.Non comprendiamo come si possa, infatti, parlare di colonialismo come fanno quelli del Coordinamento Regionale Siciliano senza citare la evidente nostra dimensione nazionale. Temiamo ciò dipenda proprio, o anche, dal fatto che i soggetti, politici e sociali, che animano lo stesso Coordinamento Regionale Siciliano siano, apertamente, ideologicamente schierati contro il Sicilianismo e di fatto contro ogni tipo di Sicilianità, cioè contro ogni forma di Autodeterminazione, politica e sociale, che non sia da loro, dai loro maîtres á penser, eterodiretta.E’ ovvio , evidente che Noi non possiamo accettare un simile, umiliante punto di vista. Non cambieremo il nostro atteggiamento neppure nel caso in cui qualche gruppo sicilianista dovesse aderire a questa piattaforma. Ognuno si prenderà le proprie responsabilità politiche e morali. Per l’F.N.S. questa piattaforma resta fortemente asiciliana e antisiciliana.Anche Noi du F.N.S. come quelli del Coordinamento Regionale Siciliano siamo fortemente contrari all’intempestiva decisione del G8 sull’ambiente di riunirsi in Sicilia. In Sicilia, nel comprensorio siciliano aretuseo dove,però, ricordiamo anche ai “no global”che sono stati proprio Governi Italiani di tutti i tipi , forze politiche, di destra, di sinistra e di centro, con mentalità centralista hanno fatto un feroce, sistematico, visibile scempio di ambiente, di salute ,di legalità democratica. Strumentalizzando i bisogni e le speranze del Popolo Siciliano.E nessuno, ma proprio nessuno, ha in merito nulla da insegnarci dato che Noi du F.N.S., soli, nel silenzio di tutti ,denunciammo pubblicamente già nel 1979 le terrorizzanti nascite di bimbi malformati, ad esempio, nelle aree interessate alle produzioni petrolchimiche, parte martoriata della “nazione senza stato” Sicilia.Del resto mai Noi abbiamo smesso di reclamare il nostro diritto all’autodeterminazione anche in termini ambientali.Né può o deve sfuggire, e neppure dovrebbe sfuggire a quelli del Coordinamento Regionale Siciliano, né ad eventuali collaboratori “locali” che dal riconoscimento della dimensione nazionale siciliana discendono una serie di conseguenze sociali e d’analisi che ad essi sfuggono quasi del tutto o che fanno “affrontare” loro la situazione siciliana in modo falsato in base ai loro soggettivi convincimenti.A tutti costoro raccomandiamo ancora una volta di percepire meglio la nostra irrisolta questione nazionale ed il ruolo di quella invirtuosa economia di dipendenza di cui appunto la zona industriale aretusea è non casuale paradigma.Anzi crediamo che ciò accada di proposito.noi crediamo piuttosto che ciò accada di proposito in una Terra, in una Nazione note e rinomate in ogni angolo del mondo, sin da sempre, e dove continua una sciente, sistematica , voluta distruzione dell’economia siciliana in favore degli interessi del Capitalismo, familistico e non, del Centro-Nord Italia senza tenere nel minimo conto le reali necessità del Popolo Siciliano.Condizioni per ottenere le quali si è ricorso sopratutto alla rapina sistematica, allo sfruttamento delle risorse collettive e nazionali siciliane come gli Idrocarburi o alla decisione di fare della Sicilia, del siracusano, del comprensorio gelese, inquinate e inquinanti raffinerie a cielo aperto.Raffinerie che come da copione si installano nella colonia –Sicilia.In cambio della loro complicità–avallo non pochi ascari hanno ricevuto premi, denari, prebende.Non si è creata vera produttività, ne vero lavoro né vera occupazione. Si è messo in piedi un devastato e devastante apparato assistenzialista di tipo politico ed economico.Sappiamo che appariremo a taluni anche spiacevoli ma va detto che in base a questa analisi dobbiamo dire, a voce alta, che mentre i G-ottini si barricheranno dentro il castello Maniace dell’isola di Ortigia i contestatori , a loro volta e modo, si asserraglieranno nel loro castello ideologico.Peccato che i settori politici che sono contrari alla globalizzazione selvaggia non vogliano, né sappiano superare i loro ideologismi, i loro pregiudizi verso la Sicilia e i Siciliani.A quanti di loro sono in buona fede ci permettiamo di rivolgere il seguente messaggio: Voi, attraverso un mix composito tra l’antropometrico e certo razzismo differenzialista, finite per smentire, negare quella parte, non piccola, di Società Siciliana virtuosa in cui vivono, convivono Antimafia ed Amor di Patria Siciliano insieme all’ansia di giustizia sociale e la voglia , non mediata, di autodeterminazione politica e nazionale.La vostra insensibilità, le vostre appannate lenti colorate antisiciliane sottraggono così a molti, siciliani e no, anche nel e del movimento No Global, l'occasione, umana e politica, di guardare alla Sicilia fuori dalla trincea ottriata del centralismo piemontesista e risorgimentalista.Nessun accenno poi al nesso che però per Noi è inscindibile tra Ambiente e globalità. Un nesso, non scontato, che mette concretamente a repentaglio oltre che l’ambiente anche la biodiversità e con essa la imprescindibile pluralità delle culture, e della cultura siciliana.Perché neppure un accenno a ciò? Davvero non cogliete il nesso?Temiamo sia davvero così.Il nostro annientamento culturale, a cui contribuite con il vostro miope silenzio, dimostra quanto in concreto voi siate, per certi versi, più globali e globalisti, di quanto Voi stessi possiate pensare!Noi invece difendiamo come valore sociale, politico e antiglobalista il nostro diritto ad esistere, persistere, resistere in nome del diritto umano del Popolo Siciliano alla propria cultura, materiale e no, che è poi diritto umano alla diversità proclamata e praticata in Sicilia come nella nostra ampia Diaspora per il Mondo.Né siamo indietro neppure riguardo la riflessione sulle occupazione militari italiane di ampie parti del territorio siciliano ( fummo tra i primi ad essere, difatti, a manifestare a Sigonella anche se non in funzione filo-URSS ), funzionale al ruolo di colonia assegnato alla Sicilia su cui si può tornare a riflettere in rapporto anche alla rinnovata centralità della Sicilia nel e per il Mediterraneo.Per tutti questi fondanti motivi noi non saremo, alla manifestazione di Siracusa, intorno a quella piattaforma che non ci convince e che non riteniamo affatto affascinante.Essere, dunque, schierati con quelli del Coordinamento Regionale Siciliano “Contro G8” non sarebbe in alcun modo comprensibile per chi è e si propone come Indipendentista o anche solo sicilianista.E infatti anche stavolta Noi indipendentisti, progressivi e progressisti, du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti “ restiamo solo ed esclusivamente al servizio del Popolo Siciliano, dei suoi bisogni e dei suoi desideri.
Palermo, 19/04/2009
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU- “SICILIA INDIPINNENTI
martedì 14 aprile 2009
KI FARI? 1999: UNA ANALISI DOPO 10 ANNI ANCORA ATTUALE

Nell’oramai lontano 1999, a novembre, il numero unico del periodico “Il Siciliano” editato nella bella città di Riposto pubblicava un intervento di Fabio Cannizzaro , oggi Vice Segretario F.N.S..
Sono trascorsi quasi dieci anni eppure l’analisi di Cannizzaro è e resta attuale.
Sono trascorsi quasi dieci anni eppure l’analisi di Cannizzaro è e resta attuale.
Riflettere su scritto e sulla attualità a 10 anni da allora sembra doveroso ed è appunto ciò che “laquestionesiciliana” vuole fare riproponendoVi integralmente quell’articolo ancor oggi lungimirante.
BONA LITTURA
BONA LITTURA
Ricercare la Vera Unità Sicilianista
Rifiutando Logiche Carrieristiche e Personalismi
Esistono all'interno del sicilianismo divergenze profonde, significative di natura non solo tattica ma anche strategica.
Tali divergenze hanno prodotto forme, momenti politici ed organizzativi diversi e spesso divergenti. Queste sono state avvertite, da molti, nel movimento, come la causa della "debolezza" del sicilianismo.
E' una analisi che come sicilianista e dirigente du Frunti Nazziunali Sicilianu - Sicilia 'Ndipinnenti non mi sento assolutamente di condividere. L'irriducibilità del sicilianismo ad un solo soggetto politico è un dato di fatto, che, in quanto tale, non deve essere nè esaltato nè demonizzato, esso va, semmai, analizzato. Nel farlo occorre conto che esistono due diverse, opposte idee e prospettive di unità.
Una mira più all'unificazione dei movimenti sicilianisti; l'altra proiettata, invece, verso l'unità dei militanti sicilianisti, cioè verso l'unità del Popolo Siciliano.
Ricapitoliamo: le due teorie hanno quindi fini e referenti diversi. La prima di tipo verticale e verticistico pone come suo orizzonte di riferimento l'elettoralismo; l'altra, invece, orientata socialmente esprime una tensione orizzontale e lineare. Gli "unificazionisti" ritengono che occorra tentare l'incontro, la sommatoria di tutte le forze sicilianiste esistenti in un "contenitore-partito" che, in virtù, di un assioma-dogma, già di per sè garantirebbe, in sede elettorale, il successo del sicilianismo. E' per contendersi il modello tentato da "Noi Siciliani" poi micragnosamente imploso ed i cui epigoni, divisi in più
tronconi, l'uno contro l'altro armati, sono spesso attraversati da personalismi e/o collateralismi.
E' questa ipotesi, a mio, a nostro avviso, venata di determinismo. Ci troviamo innanzi ad una teoria profondamente quanto irrazionalmente sbilanciata. I suoi fautori confondono, infatti, il pur importante "mezzo-momento" elettorale con la totalità del progetto, politico ed ideale, sicilianista. Così facendo costoro dimenticano o sottovalutano le ragioni ed il senso della lotta sociale e politica dei sicilianisti nella realtà quotidiana. Essi mostrano quindi una accanita propensione che sfocia, poi, quasi inevitabilmente, nel mero impegno elettoralistico con i suoi strascichi qualunquistici e squalificanti. Volti spesso e volentieri non solo a frenare l'azione politica ma addirittura a soffocare la scelta indipendentista diluendola e mortificandola intorno a ragionamenti opportunistici. L'altra ipotesi, invece, apertamente propugnata da 'u Frunti Nazziunali Sicilianu ma anche, ad esempio, dall'Alleanza per la Sicilia Democratica, si aggettiva e si qualifica diversamente.
Per Noi l'unità è e resta un valore fondante, irrinunciabile ma appunto per questo motivo va costruita con attenta ponderazione, partendo da un progetto di Società equo, libero e che muova dal basso; cioè dai militanti sicilianisti: dagli uomini e dalle donne parte di questa avanguardia politica del Popolo Siciliano che condividono un tale progetto.
Si comprenderà meglio, ora, che non ci troviamo innanzi a sottigliezze, a
sofismi.
La questione è politicamente sostanziale e riguarda il futuro stesso del sicilianismo. Potremmo mai pensare ad un partito unico in cui non si colga all'unisono, senza remore ne tatticismi, ad esempio, l'importanza di una lotta senza quartiere al fenomeno mafioso?
Domandiamoci dunque Unificazione od unità?
Noi Indipendentisti du F.N.S. crediamo che, al di là, delle differenze politiche ed organizzative, accettare o transigere verso la logica "elezionista" significherebbe sacrificare ed immiserire le nobili ragioni, politiche, economiche, culturali e sociali del sicilianismo. Ragioni che, ricordiamolo, sono espressione politica coerente dell'irrisolta QUESTIONE SICILIANA. Confondere, allora, come fanno certi settori, sicuramente minoritari, le aspirazioni, i bisogni del nostro Popolo con le paturnie elettoralistiche di gruppi, comitati e/o singoli è una volgarizzazione del sicilianismo sia esso indipendentista, autonomista o federalista poco importa. Tale propensione al carrierismo, sia pure ammantata da un generico, qualunquistico regionalismo senz'anima cozza con il nostro Ideale, con la nostra azione, con la nostra storia oltrechè confligge con i bisogni del popolo Siciliano. Non potendo, non volendo Noi Indipendentisti rinunciare alle nostre ragioni ideali, politiche ed organizzative, da tempo, pienamente confortati, dagli esiti del nostro X congresso nazionale, abbiamo scelto di operare ed adoperarci per l'unità dei sicilianisti operando attraverso il proselitismo nella società siciliana, diversamente da altri non siamo interessati al gioco, del tutto autoreferenziale, delle "scatole sicilianiste".
Gioco dove "Generali" sicilianisti senza eserciti, senza prospettive ma sempre ottimi piazzisti di se stessi e dei loro minuscoli entourage brigano per riproporre i vecchi modelli della partitocrazia centralista.
Fabio Cannizzaro
domenica 12 aprile 2009
AUGURI DI BUONA PASQUA!

"LAQUESTIONESICILIANA" AUGURA UNA
BUONA PASQUA DI RESURREZIONE
ALLA SICILIA, AI SICILIANI E AL MONDO INTERO!
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