sabato 31 luglio 2010

NOI NON ODIAMO!




Possiamo e sappiamo fare a meno dell’odio.
Non abbiamo bisogno di disprezzare, detestare per pensare e pensarci in una Sicilia altra, diversa e migliore, politicamente, socialmente ed economicamente di quella attuale.
Questa potrebbe sembrare a taluni una precisazione superflua e fino a qualche giorno fa lo sembrava anche a me, fin quando ho avuto un confronto su di un social network con un giovane di un'altra organizzazione “indipendentista”. Questo giovane ha esordito testualmente: “Io odio l’Italia”.
Al che Io ho cercato di spiegare a questo giovane che
Noi Indipendentisti du F.N.S. per essere fermi nelle nostre idee non abbiamo bisogno di odiare niente e nessuno.
E colgo l’occasione per ribadire che IO, NOI non odiamo l’Italia.
Noi non abbiamo bisogno di odiare, siamo un’organizzazione politica e appunto come parte del movimento di liberazione nazionale siciliano non crediamo che simili sentimenti giovino alla Causa Siciliana, alla Causa della Nazione e del Popolo Siciliano
.
IO, NOI abbiamo troppe, buone ragioni per odiare,
l’odio è per chi è disperato, senza prospettive. Noi potremmo, forse, odiare i nostri avversari solo se non avessimo un progetto politico, democratico, condiviso e realizzabile.
Ma noi du F.N.S. abbiamo la convinzione, democratica ed incrollabile, che sapremo costruire un futuro altro e diverso per la Sicilia e i Siciliani
.
IO, NOI se accettassimo la logica involutiva dell’Odio, della regressione alle categorie AMICO/NEMICO non saremmo migliori di quei centralisti che sono oggi, senza rendersene conto, sconfitti dalla storia anche in virtù di questa loro pochezza dicotomica.
IO, NOI non abbiamo necessità di essere aggressivi per essere convincenti, IO, NOI non abbiamo bisogno di essere verbosamente estremisti per essere credibili. La nostra credibilità è data dalla nostra coerenza tra dire e fare.

Noi che ci ritroviamo nelle posizioni du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti vogliamo e sapremo scrivere una nuova, migliore pagina nella storia millenaria della Sicilia.
Una pagina in cui la giustizia sociale, la libertà, l’autodeterminazione non abbiano bisogno di celarsi dietro feticci di violenza collettiva, personale e/o verbale.
La Sicilia che Noi vogliamo
,
costruisce e non toglie, include e non esclude, accoglie e soprattutto vive nel Mediterraneo, nel Mondo, senza razzismi, senza paure, senza mafia.
Peccato per quelli che ancora pensano una Sicilia schiava o peggio ancora una Sicilia solo nominalmente libera ma poi schiava della paura.
La nostra Sicilia è diversa…fortunatamente.




TRINAKRIUS

sabato 17 luglio 2010

KU NUN SKURDA, NUN PERDI!

NOI INDIPENDENTISTI PROGRESSISTI DU CM-FNS RICORDIAMO I MARTIRI DI VIA D’AMELIO E CON ESSI TUTTE LE VITTIME DELLA MAFIA E CON ESSE TUTTI COLORO , CHE A VARIO TITOLO, SI IMPEGNANO QUOTIDIANAMENTE CONTRO LA CANCRENA MAFIOSA



‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” non ha dimenticato a 18 anni da quel 19 luglio 1992 la strage di Via D’Amelio in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.
Borsellino era e resta per Noi du CM-FNS il prototipo di Siciliano onesto che lotta contro la mafia per affermare il diritto di Noi Popolo Siciliano ad avere un futuro.
Resta la meditata, chiara, testimoniata convinzione di Noi Indipendentisti Progressisti du F.N.S. che la Sicilia potrà essere libera ed autodeterminata solo quando si sarà liberata dalla mafia, da ogni mafia o forma di malaffare.
Questo è ciò in cui crediamo e questo convincimento ci fortifica nel non volere dimenticare gli eroi di Via D’Amelio, a maggior ragione oggi che alcuni vili hanno danneggiato, a Palermo, le statue di Falcone e Borsellino.
Ebbene costoro sappiano che l’Indipendentismo progressista del XXI° secolo è schierato apertamente per la Legalità dei e per i Siciliani e per la Nazione Siciliana.-

ANTUDU!

Messina, 17 luglio 2010.







CUMITATU MISSINISI F.N.S
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mercoledì 14 luglio 2010

IL FUTURO DELL’ECONOMIA SICILIANA È NELL’AGENDA POLITICA ED ECONOMICA DELL’INDIPENDENTISMO PROGRESSISTA DI F.N.S.

Il 34° Report Sicilia realizzato in tandem da DISTE e Fondazione CURELLA fotografa oramai ritualmente lo stato economico in cui si trova o meglio sarebbe dire versa la Sicilia.
E infatti anche quest’anno le notizie contenute nel Report non sono incoraggianti.
Come poteva essere del resto altrimenti, basta, difatti, avere occhi ed orecchi, per intendere che la situazione sociale ed economica in cui si dibattono Sicilia e Siciliani è difficile.
E’ ovviamente il nostro un giudizio politico come è anche giusto che sia.
Tuttavia onde evitare che le nostre considerazioni siano considerate una mera impressione autoreferenziale eccovi alcuni dati:

· 304.000 disoccupati ufficiali in Sicilia
· disoccupazione al 22,3% in Sicilia pari ad ¼ dell’intera popolazione isolana
· Il numero di occupati cala per il quarto anno consecutivo nel settore industriale
· La situazione del comparto agricolo è poi davvero triste


Ci sarebbero altri dati resta il fatto che già questi dati basterebbero a determinare un “clima” che definire fosco non è eccessivo.
Del resto lo stesso DISTE (Dipartimento Studi Territoriali) prevede per il 2010 una stagnazione del P.I.L. in Sicilia
Ne ci sentiamo di condividere le soluzioni che propone dopo la lettura dei dati Pietro Busetta, della Fondazione CURELLA che dice che bisogna puntare sulla logistica e in tale ambito cita Augusta, il Ponte sullo Stretto di Messina, l’alta velocità ferroviaria e la Salerno Reggio Calabria.
Senza voler essere irrispettosi crediamo come Indipendentisti Progressisti che debbano e possa essere altre le soluzioni non certo il Ponte sullo Stretto di Messina né tantomeno la Salerno Reggio Calabria ( ambedue a regime sottoposte a pedaggi).
Noi crediamo che si debba rilanciare invece l’idea ,che fu anche del grande economista FRISELLA VELLA di elevare l’intero Territorio Siciliano a ZONA FRANCA ecocompatibile, programmata e controllata in cui siano rispettati i diritti sindacali dei nostri lavoratori e siano altresì contrastate tutte le attività malavitose e/o mafiose.
Il rilancio economico della Sicilia passa per una nuova idea politica di Sicilia e del suo ruolo geopolitico ed economico nell’ambito Euromediterraneo.
Il futuro della Sicilia passa per il PROGETTO POLITICO DELL’INDIPENDENTISMO PROGRESSISTA DU F.N.S.
TRINAKRIUS

sabato 10 luglio 2010

SUL VENTILATO RIMPASTO NEL GOVERNO REGIONALE: QUAT(T)ER QUAT(T)ER….

‘U Cumitatu Missinisi FNS nel merito delle indiscrezioni politico-giornalistiche legate ad un “rimpasto” dell’Esecutivo Lombardo, valuta quelli che ad oggi sono solo “rumors” comunque negativamente, dato che se queste indiscrezioni fossero confermate si tratterebbe, in buona sostanza, di una mera “rimodulazione” tutta interna alla logica vetusta della solita partitocrazia centralista.
Sempre nelle more delle anticipazioni sembra che il “nuovo-vecchio” Esecutivo ponga come sua caratterizzazione l’abolizione delle province siciliane.
Le stesse fonti di stampa che riportano le indiscrezioni lasciano intendere, apertis verbis, questa come una scelta tattica, tutta interna, allo scontro tra Lombardo e il cosiddetto PDL Lealista.
I ben informati additano questa come una opzione, che se confermata e praticata, avrebbe come obiettivo, ripetiamo, il condizionale e d’obbligo, Giuseppe Castiglione, leader “lealista”(rispetto a Berlusconi) ed attuale Presidente della provincia di Catania e dell’Upi.
Tutto ciò lascia presagire che anche nell’eventuale e ventilato “ Lombardo Quater” resterebbe centrale l’asse tra questo e Gianfranco Miccichè, leader del PDL Sicilia ( ci domandiamo: quale Sicilia?).
Come elemento innovativo si preconizza poi, udite, udite… nientemeno che rientro dell’Udc nella maggioranza di Governo Regionale.
Il tutto sembra con la benedizione, operosa ed operante, del PD, che appare più diviso sul come che non sul merito di questo “ritorno” dei casiniani.
Ancora una volta la formula evocata è quella del romanesco “VOLEMOSE BENE” ricondotta ad un politicamente più corretto ‘un’alleanza con tutti quelli che ci stanno’.
Noi come Indipendentisti Progressisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” valutiamo, se realmente si realizzasse questo scenario, tutto ciò come l’ennesima comprova della autoreferenzialità di questa classe politica che mentre la Sicilia , i Siciliani si dibattono tra mille problemi primi tra tutti mancanza di lavoro, dismissioni industriali palesi o camuffate ( Keller, SicilFiat, Cantieri Navali ecc…) montante povertà, presenza della cancrena mafiosa trovano solo il modo di rimodulare gli equilibri bizantini tutti interni al loro rodato, quanto inefficiente, sistema di relazioni politiche.
Quanto sembra debba ripetersi a breve con la riedizione del “ Lombardo Quater”è la prova che aveva visto bene la Segreteria Nazionale F.N.S. nello stigmatizzare qualunque forma di incontro e/o cointeressenza con questa classe politica seppure, in taluni suoi settori, nominalmente autodefinentesi autonomista.
Gli Indipendentisti Messinesi che si riconoscono solo nelle posizioni politiche ed organizzative du F.N.S. ribadiscono la loro netta, chiara opposizione, democratica e pacifica, a questo modello e si collocano oggi, con tutto F.N.S., come unica, eticamente e politicamente, credibile OPPOSIZIONE ai fautori del Quat(t)er Quat(t)er….

ANTUDU!

Messina, 10 luglio 2010.



CUMITATU MISSINISI F.N.S.

venerdì 9 luglio 2010

METARECENSIONE

Care Amiche e Cari Amici,
Sono rimasto piacevolmente impressionato dal bel articolo-recensione a firma di Felice IRRERA pubblicato sul numero in edicola (09 luglio 2010) a pag.41 del settimanale “Centonove” intitolato: Longo, passione e denuncia”.
IRRERA analizza e ben contestualizza l’opera di Giacomo LONGO, che nell’immediatezza del terribile evento del terremoto messinese del 1908 raccontò e denunciò, nel libro pubblicato per la prima volta 99 anni fa, nel 1911, il comportamento delle Autorità Italiane nella gestione di quel luttuosissimo evento.
Oggi quel libro torna ad essere pubblicato oggi per i tipi delle Edizioni Dr. Antonino Sfamemi in ristampa anastatica con il suo titolo originale: “Un duplice flagello: il terremoto del 28 dicembre 1908 in Messina ed il Governo Italiano ( pp.213, 22 euro).
La lettura della bella recensione di IRRERA apre squarci interessanti quanto inquietanti su come il Potere trattò allora i Messinesi.
Credo vada inoltre riconosciuto ad IRRERA il merito di aver posto all’attenzione dei lettori di “Centonove” questo libro che sicuramente acquisterò e terrò in bella vista nella mia libreria.
E’ una ulteriore testimonianza, non tacciabile di ideologismo, di come i Siciliani e la Sicilia in quel 1908 godessero di poca o nulla considerazione all’interno della cornice unitaria italiana.
Resta l’interrogativo se siffatta considerazione sia migliorata a 102 anni di distanza.

TRINAKRIUS

per il blog “laquestionesiciliana

mercoledì 7 luglio 2010

IL 711° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI CAPO D'ORLANDO

RICORDATO DA ‘U CUMITATU MISSINISI
DU FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – “SICILIA INDIPINNENTI”
IL 711° ANNIVERSARIO
DELLA BATTAGLIA NAVALE DI
CAPO D’ORLANDO
DEL 4 LUGLIO 1299



Il cammino verso la VERITÀ’ STORICA non si arresta ed è appunto in tale ottica che ‘u Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” (CMFNS) non ha voluto dimenticare il 711° anniversario della battaglia navale che appunto il 4 luglio del 1299 si combatté nel mare antistante oggi la città di Capo d’Orlando, nella cornice del messinese, a ridosso del comprensorio nebroideo.
‘U CMFNS ha voluto restituire tutto il suo valore culturale, politico ed etico a questo avvenimento che seppure consumatosi 711 anni fa è una delle pietre miliari nell’identità nazionale del Popolo Siciliano
Certo nella città di Capo d’Orlando le vicende della battaglia che vide contrapporsi il Re Siciliano eletto Federico III alla flotta dell’alleanza Italo-Franco-Aragonese è anche legata , alla più immediata querelle inerente l’intitolazione della piazza antistante la stazione ferroviaria cittadina che superando i limiti della polemica stracittadina ci ha visti apertamente schierati per le ragioni di chi, non escluso il nostro Presidente, Prof. Corrado MIRTO, sosteneva anche attraverso la reintitolazione toponomastica le ragioni, democratiche, del recupero della nostra Memoria Storica Nazionale Siciliana.
Tuttavia và del resto detto che essa non è riducibile solo o per la maggiore a questo pur importante episodio politico-mediatico.
A ciò si aggiunga, poi, che in occasione di questo recente ultimo 4 luglio, si poneva, in tutta evidenza, la questione della cointeressenza dell’Anniversario con la presenza, a Capo d’Orlando, all’interno di una manifestazione aeronautica più ampia dell’esibizione delle Frecce Tricolori italiane.
Facile sarebbe stato porre l’accenno sul contemporaneo svolgimento dei due eventi, pur tra loro non comparabili, facendo sì che si producesse, di fatto, una sorta di raffronto/confronto mediatico.
E’ stata però una nostra precisa scelta politica come Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” (CMFNS) evitare certo sensazionalismo polemico.
Ecco perché abbiamo preferito differire il nostro ricordo in una data ( NdR oggi per chi legge ) che permettesse di andare oltre la vis polemica per restituire la pienezza di un evento che è centrale non solo per la Città di Capo d’Orlando , per il Messinese ma per la Sicilia tutta.
‘U CMFNS ricorda dunque a Capo d’Orlando l’amore per la libertà e l’Autodeterminazione del Popolo Siciliano che portò tanti nostri Conterranei a sacrificare la loro vita per difendere la loro, la nostra Nazione: la Sicilia.

W LA SICILIA CHE HA MEMORIA
W LA SICILIA CHE SI APPARTIENE

ANTUDU!


Messina, 07 luglio 2010.




CUMITATU MISSINISI F.N.S.