giovedì 5 luglio 2012

UNO, NESSUNO E CENTOMILA TURIDDI!





UNA RIFLESSIONE, INDIPENDENTE E INDIPENDENTISTA,  DI TRINAKRIUS A 62 ANNI DAL RITROVAMENTO A CASTELVETRANO 
DEL CADAVERE DEL BANDITO GIULIANO



Il 5 luglio di 62 anni fa veniva trovato ucciso in quel lì di Castelvetrano Salvatore Giuliano.
A tanti anni di distanza ampie e fitte restano le zone d’ombra sulla vita e sulla morte del noto bandito e ciò malgrado tanto si sia detto e scritto su di lui.
Qualcuno anche tra i sicilianisti ne ha idealizzato la figura finendo così per perderne il reale, concreto “tratto” storico.
Noi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”, da anni, scriviamo, diciamo e sosteniamo che la figura di Salvatore Giuliano da Montelepre fu la sintesi dei tempi controversi in cui l’uomo visse e tuttavia sarebbe un errore storico e politico, considerarla tout court come la figura di indipendentista.
E’ vero ed è innegabile che Giuliano visse una breve quanto intensa “stagione” indipendentista ma è altrettanto vero che la parte più controversa della sua parabola di bandito ed uomo la visse oramai lontano, conclamatamente lontano dall’indipendentismo e saldamente calato, vuoi scientemente vuoi come pedina, in quella “strategia stragista” parte integrale dei giochi di potere del dopo guerra italiano e centralista.
Detto ciò è evidente che Noi di F.N.S. non plaudiamo né accettiamo a nessuna delle ricostruzioni “accomodate” che vorrebbero fare di “Turiddu” una sorta di “Robin Hood” siciliano.
Per essere chiari il nostro giudizio etico-politico è negativo dato che Giuliano, il bandito Giuliano con il concorso della “sua” banda si macchiò di una strage come quella di Portella della Ginestra, il primo maggio 1947, dove fu versato il sangue innocente di tanti siciliani, di tanti nostri compatrioti, in maggioranza contadini.
Da qualche tempo si discetta su chi furono i “mandanti” di questa strage e si è diffusa la teoria, che Giuliano sarebbe stato “strumento” nelle mani di fascisti e servizi americani.
Nel merito non abbiamo notizie e neppure nutriamo pregiudizi ma continuiamo a credere, fino a prova contraria, che fu materialmente Giuliano a sparare a Portella e che le responsabilità piuttosto che nel quadro geopolitico del tempo vadano e debbano essere ricercate nei mefitici antri della politica centralista e “antropofaga” di quel dopoguerra.
Comprendiamo bene che teorie “complottiste” che chiamano in causa Decima Mas e CIA hanno, comunque, il duplice, convergente vantaggio d’un lato di alleggerire, almeno in parte, la posizione “criminale” di “Turiddu” e dall’altro di  ricondurre la lettura storica del periodo in un quadro più complesso e tuttavia attendiamo se ve ne saranno oggettivi, circostanziati riscontri.
E’ anche evidente  che la teoria  “cospirativa” è oggettivamente, giornalisticamente più avvincente e si fonda su alcune “incoerenze” che si palesano nell’intero divenire dei “fatti”.
Si pensi alle circolate differenti versioni sulla morte del bandito o ancora all’ipotesi girata, che ha portato nel 2011 all’esumazione del cadavere seppellito, che lo stesso Giuliano sarebbe fuggito negli U.S.A.
Molti, dunque, attendono il fatidico 2016 quando dovrebbe venir meno il Segreto di Stato. Vedremo. E’ tuttavia nostra opinione che le “carte” attese potranno al massimo chiarire meglio alcuni punti ma, a nostro avviso,  non aggiungeranno nulla di nuovo né ribalteranno le verità acclarate.
Infine permetteteci , da indipendenti ed indipendentisti, una piccola chiosa sulla “leggerezza” con cui spesso si parla del Giuliano “indipendentista. A mo´ esemplificativo pensate che una nota enciclopedia on line ancora riporta su di lui che […] è stato un brigante siciliano, che sfruttò la copertura di capo dell'EVIS, un gruppo di separatisti attivo principalmente a partire dalla fine della seconda guerra mondiale per le sue azioni criminose[…].
E’ a tutti noto che Egli non fu mai il capo dell’EVIS, eppure quando si parla di Giuliano il pregiudizio, le verosimiglianze, le “romanzature” si aggiungono e prevalgono sulla verità storica. Noi pensiamo che sia tempo di dare voce e spazio alla VERITA’ STORICA sull’uomo, sugli avvenimenti che provocò e in cui fu coinvolto e così anche su quel convulso periodo, senza remore e senza forzature di sorta.


TRINAKRIUS

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