venerdì 28 dicembre 2012

LO “SPIRITO” DI GALATI MAMERTINO


 NOTE A MARGINE DEL CONVEGNO “SICILIA TRA BISOGNI SOCIALI INEVASI ED IDENTITÀ NEGATA

Lo scorso 23 dicembre organizzato da Noi  Socialisti Sicilianisti dell’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana - xQS  si è svolto, com’è noto,  a Galati Mamertino, cittadina del versante messinese dei Nebrodi, un convegno sul tema : “Sicilia tra bisogni sociali inevasi ed identità negata”.
E’ stata l’occasione per  avviare una road map sul futuro del Socialismo in Sicilia.
Futuro che per Noi coincide con la possibilità che settori, sempre più ampi, del movimento socialista  siciliano prendano, alla fine, coscienza dell’esistere e persistere di una specifica, originale Questione Siciliana.
E muovendo da questa consapevolezza, poi, si impegnino politicamente per portare,  con scelte ed  iniziative adatte , questa  a soluzione.
A Galati Mamertino i socialisti sicilianisti hanno riflettuto, dialetticamente insieme, ad altri compagni ed ospiti, del passato, del presente e soprattutto del futuro dei Siciliani.
In questa chiave  Galati Mamertino ha rappresentato una prima importante occasione di confronto.
Chi ha partecipato all’incontro  ha potuto constatare, di persona, che se su molte cose Noi compagni e compagne ci siamo trovati d’accordo mentre su altre sono apparse diversità di vedute e di analisi.
Eppure queste diversità d’opinioni, d’analisi non sono state vissute, a Galati Mamertino,  come dati di semplice, mera criticità ma casomai come occasione per un  confronto aperto a futuro pregnanti convergenze.
 Del resto l’analisi della situazione e della realtà siciliana che Noi Socialisti Sicilianisti proponiamo è basata su una circostanziata riflessione sugli ultimi 150 anni di storia del nostro Popolo. Una storia che, per Noi,  parla di privazione economica, di alienazione culturale e di  sfruttamento sociale.
Un modello di relazioni di tipo coloniale prima e neo-coloniale dopo paradigmatico nel suo divenire e persistere.
La Questione Siciliana va intesa, dunque,  secondo Noi Socialisti Sicilianisti, come risultante di un modo centralista, centralizzato e spesso anche  indecente di intendere, porre e determinare il divenire sociale, economico, culturale e politico della Sicilia non in funzione degli interessi collettivi del suo Popolo ma in virtù degli interessi dello Stato centrale e del capitalismo italiano.
Noi come Socialisti Sicilianisti comprendiamo che questa nostra analisi della realtà e della situazione siciliana non è quella canonica, sposata e praticata, fino a ieri, da ampi settori della sinistra italiana in Sicilia e tuttavia, i compagni, le compagne , cui riconosciamo buona fede e amore sincero per la verità e la libertà di tutti, non esclusa quella dei Siciliani, sappiamo sapranno, se liberi dalle lenti colorate di un datato  pregiudizio, riconoscere la realtà e la  bontà evidente delle nostre analisi sociali volte a determinare un originale divenire socialista per la Sicilia.
 Noi ci rivolgiamo,dunque,  con rispetto ed attenzione, a queste compagne, a questi compagni,  e non chiediamo loro conversioni di alcun tipo come, del resto,  speriamo che loro non chiedano a Noi di rinunciare alla nostra analisi sulle cause che determinarono e continuano a determinare le condizioni in cui la nostra Isola versa anzi è tenuta.
In tale chiave avvertiamo però la necessità , anzi il dovere di proporre, a questi compagni come al resto della società siciliana,  soluzioni politiche concrete che permettano di portare a soluzione la Questione Siciliana, distinguendola da quella meridionale e risolvendo con essa i bisogni e le aspirazioni comunitarie del nostro popolo.
Tutto ciò senza che da Socialisti, da Siciliani e Sicilianisti noi ci sottraiamo, neppure per un minuto,  dall’avere una coscienza di classe.
Ecco il senso innovativo e profondo dell’incontro di domenica 23 dicembre.
Attraverso il rispetto, la pratica non manierata del dialogo e della dialettica, a Galati Mamertino abbiamo rilevato e constatato che si sta verificando, grazie anche al nostro impegno, anche se non esclusivamente per nostro merito, un processo di COSCIENTIZZAZIONE , che inizia a traversare, trasversalmente , la sinistra siciliana, sia essa sicilianista o no.
Ecco perché chi è stato a Galati Mamertino ha rilevato come si sia respirata una “aria” di dialogo fattiva, criticamente orientata nel senso della buona volontà tra Noi Socialisti Sicilianisti e i compagni che si riconoscono in altre tradizioni, specificatamente in quelle della sinistra italiana in Sicilia.
E’ l’inizio di un processo, aperto a tutti coloro che vorranno esserne parte,  né scontato né immediato. Si tratta, pertanto, della fase iniziale di un dialogo volto a determinare le condizioni possibili che possano portare a pensare alla nascita di una originale, importante forma politico.-organizzativa autonoma dei Socialisti Siciliani che conduca, in prospettiva, alla nascita del Partito Socialista dei Siciliani.
Ben sappiamo che una simile prospettiva, per quanto sia inscritta nel divenire stesso, sociale e politico,  della Sicilia e della sinistra nell’Isola, troverà resistenze, titubanze e determinerà incertezze conservatrici, tuttavia tutti Noi dobbiamo ammettere che dopo Galati Mamertino si è aperto, per il Socialismo in Sicilia, la possibilità concreta, praticabile di un “nuovo” inizio comune.
Inizio che può connaturare  in sé il giusto riconoscimento delle ragioni dell’equità sociale, del socialismo nella democrazia, con  le aspirazioni alla libertà e all’autodeterminazione nell’autogoverno dei Siciliani oltre che  la piena difesa, senza se e senza ma,  delle ragioni del lavoro e dei lavoratori, contro lo sfruttamento come anche contro la cancrena mafiosa.
Lo spirito che ha conformato ed ha animato i lavori al convegno di Galati Mamertino  è la “ratio” che , a nostro avviso, determinerà, in grandi linee,  le priorità dei prossimi dieci anni per il Socialismo in Sicilia, se questo vuole essere guida e indirizzo per Noi e per le future generazioni di siciliani.

Fabio Cannizzaro

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