martedì 20 agosto 2013

TRITTICO NASITANO PER LA LIBERTA’ E LA DEMOCRAZIA: LO STRAORDINARIO CASO DEI FRATELLI DI LENA


Ieri sera nella bella cornice della città di Naso, in piazza Francesco Lo Sardo, davanti ad un pubblico attento e partecipe si è svolta la presentazione dell’interessante volume "Carmelo, Cono e Ignazio Di Lena. Testimoni di libertà", edito dall'Istituto Salvemini sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica e con il contributo della Regione Siciliana e del Comune di Naso.
E’ stata l’occasione, per nulla rituale, per approfondire o meglio ancora per taluni per conoscere la vita , le aspirazioni e l’impegno di tre straordinari fratelli, figli illustri della bella Naso: Carmelo, Cono ed Ignazio Di Lena.
Ognuno dei tre scelse per proprio conto la strada della militanza politica. Carmelo nel partito socialista, divenendo anche sindaco della Città, Cono come dirigente repubblicano ed animatore insieme ad altri intellettuali de “La Voce Repubblicana” e Ignazio come dirigente del P.C.I.
Attraverso gli interventi e gli input offerti dai relatori si è riusciti ad offrire, anche a coloro che ne sconoscevano le storie, un quadro d’insieme esauriente ed interessante.
Il prof. Antonino Baglio, ha descritto con sagace sintesi la figura di Ignazio Di Lena facendo emergere la sua schietta scelta antifascista, il suo impegno resistenziale e la sua azione politica di dirigente nel partito comunista.
Il  prof. Massimo Cono Pietropaolo, che ha appassionatamente quanto diffusamente relazionato sulla figura di Carmelo Di Lena,che fu poi anche sindaco socialista di Naso,  collegandone ed inquadrandone a tuttotondo la figura, umana e politica, nella temperie dei suoi tempi.
Il prof. Santi Fedele ha relazionato su Cono Di Lena e attraverso lui, la sua vicenda, le sue scelte politiche ha reso un quadro vivido del ruolo che il repubblicanesimo svolse nella storia d’Italia , collocando Cono Di Lena nella nuova generazione di repubblicani che a cavallo tra la presa del potere del fascismo e l’immediato secondo dopoguerra ripensarono e rilanciarono l’idealità repubblicana, ancorandola ai tempi nuovi anche attraverso la fondazione nel 1921 de “La Voce Repubblicana”.
Pregevoli ed indispensabili sono stati inoltre l’intervento del Sindaco di Naso, Daniele Letizia e la sicura quanto sagace moderazione del dibattito con l’inserimento di contributi tutt’altro che accessori del prof. Antonio Pinzone, che ha altresì ringraziato della loro presenza gli eredi Di Lena.
 Al termine delle relazioni si è poi sviluppato un interessante quanto garbato dibattito tra i presenti.
E’ stata davvero un occasione di alta cultura degna della antica, assodata tradizione del centro nebrodense.



Fabio Cannizzaro

mercoledì 26 giugno 2013

FUTURO E PRESENTE, ATTRAVERSO L'ESPERIENZA DI ALBERTO SCANDONE




Dopo un inizio periglioso dovuto anche all'indisponibilità, improvvisa quanto inattesa, dei locali della Sala Rossa di Palazzo Reale ( sede dell’Assemblea Regionale Siciliana ) il dibattito sul tema:“Quando il futuro governava il presente”, organizzato dalla  Società Fabiana Siciliana, si è poi svolto nei locali della Facoltà Teologica, grazie anche all'operosa sensibilità di don Giuseppe Bellia.
 L’incontro è stata anche l'occasione per presentare l'interessante, documentato  saggio di Aldo Bondi, dal titolo “Tra Gramsci e Teilhard. Politica e fede in Alberto Scandone 1942-1972”.
Partendo dall’esperienza  politica, culturale e giornalistica  dell’intellettuale  Alberto Scandone, prematuramente scomparso nel 1972, nel disastro aereo di Montagna Longa, all'età di appena trenta  anni, si è riflettuto sulla sua esperienza, sul suo modo di affrontare e porre interrogativi morali, culturali e politici nella società italiana, prima, e siciliana poi.
E' emerso dal vivido racconto dei relatori che lo conobbero un quadro a tutto tondo di Scandone, cattolico, uomo di sinistra, campione di dialogo culturale, politico e religioso.
I lavori sono stati ben moderati dal docente universitario  e appassionato divulgatore culturale, Antonio Matasso
Sono intervenuti:il giornalista Franco Nicastro, il già citato  don Giuseppe Bellia, il pastore valdese Peter Ciaccio, lo scrittore e già giornalista de L'Ora,  Ignazio Coppola, due esponenti di punta dell'ex PCI, che ben conobbero Scandone:  l'On. Nino Mannino e il Sen. Michele Figurelli, nonché l’ex ministro socialista Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli  che ebbe una intensa, fraterna frequentazione politica giovanile con Scandone  ed infine il già citato autore Aldo Bondi.
Difficilmente si può rendere qui l'inteso clima di partecipazione che si è venuto a determinare  durante i lavori tra relatori e pubblico.
Un pubblico attentissimo che ha avuto modo di cogliere a pieno l'importanza della figura umana, morale e politica di Scandone.
Un intellettuale che fu sottratto troppo presto alla vita da un destino tragico quanto beffardo.
Qualcuno si è chiesto quale sarebbe potuto essere nel nostro passato, se solo fosse vissuto più a lungo, il peso ed il ruolo di Scandone nella vita del PCI e più in generale della Società Siciliana ed Italiana.
Davvero, quella di oggi,è stata un ottima occasione di cultura e divulgazione. C'è da sperare che siano sempre più occasioni come queste nel panorama culturale palermitano e siciliano.


TRINAKRIUS

venerdì 28 dicembre 2012

LO “SPIRITO” DI GALATI MAMERTINO


 NOTE A MARGINE DEL CONVEGNO “SICILIA TRA BISOGNI SOCIALI INEVASI ED IDENTITÀ NEGATA

Lo scorso 23 dicembre organizzato da Noi  Socialisti Sicilianisti dell’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana - xQS  si è svolto, com’è noto,  a Galati Mamertino, cittadina del versante messinese dei Nebrodi, un convegno sul tema : “Sicilia tra bisogni sociali inevasi ed identità negata”.
E’ stata l’occasione per  avviare una road map sul futuro del Socialismo in Sicilia.
Futuro che per Noi coincide con la possibilità che settori, sempre più ampi, del movimento socialista  siciliano prendano, alla fine, coscienza dell’esistere e persistere di una specifica, originale Questione Siciliana.
E muovendo da questa consapevolezza, poi, si impegnino politicamente per portare,  con scelte ed  iniziative adatte , questa  a soluzione.
A Galati Mamertino i socialisti sicilianisti hanno riflettuto, dialetticamente insieme, ad altri compagni ed ospiti, del passato, del presente e soprattutto del futuro dei Siciliani.
In questa chiave  Galati Mamertino ha rappresentato una prima importante occasione di confronto.
Chi ha partecipato all’incontro  ha potuto constatare, di persona, che se su molte cose Noi compagni e compagne ci siamo trovati d’accordo mentre su altre sono apparse diversità di vedute e di analisi.
Eppure queste diversità d’opinioni, d’analisi non sono state vissute, a Galati Mamertino,  come dati di semplice, mera criticità ma casomai come occasione per un  confronto aperto a futuro pregnanti convergenze.
 Del resto l’analisi della situazione e della realtà siciliana che Noi Socialisti Sicilianisti proponiamo è basata su una circostanziata riflessione sugli ultimi 150 anni di storia del nostro Popolo. Una storia che, per Noi,  parla di privazione economica, di alienazione culturale e di  sfruttamento sociale.
Un modello di relazioni di tipo coloniale prima e neo-coloniale dopo paradigmatico nel suo divenire e persistere.
La Questione Siciliana va intesa, dunque,  secondo Noi Socialisti Sicilianisti, come risultante di un modo centralista, centralizzato e spesso anche  indecente di intendere, porre e determinare il divenire sociale, economico, culturale e politico della Sicilia non in funzione degli interessi collettivi del suo Popolo ma in virtù degli interessi dello Stato centrale e del capitalismo italiano.
Noi come Socialisti Sicilianisti comprendiamo che questa nostra analisi della realtà e della situazione siciliana non è quella canonica, sposata e praticata, fino a ieri, da ampi settori della sinistra italiana in Sicilia e tuttavia, i compagni, le compagne , cui riconosciamo buona fede e amore sincero per la verità e la libertà di tutti, non esclusa quella dei Siciliani, sappiamo sapranno, se liberi dalle lenti colorate di un datato  pregiudizio, riconoscere la realtà e la  bontà evidente delle nostre analisi sociali volte a determinare un originale divenire socialista per la Sicilia.
 Noi ci rivolgiamo,dunque,  con rispetto ed attenzione, a queste compagne, a questi compagni,  e non chiediamo loro conversioni di alcun tipo come, del resto,  speriamo che loro non chiedano a Noi di rinunciare alla nostra analisi sulle cause che determinarono e continuano a determinare le condizioni in cui la nostra Isola versa anzi è tenuta.
In tale chiave avvertiamo però la necessità , anzi il dovere di proporre, a questi compagni come al resto della società siciliana,  soluzioni politiche concrete che permettano di portare a soluzione la Questione Siciliana, distinguendola da quella meridionale e risolvendo con essa i bisogni e le aspirazioni comunitarie del nostro popolo.
Tutto ciò senza che da Socialisti, da Siciliani e Sicilianisti noi ci sottraiamo, neppure per un minuto,  dall’avere una coscienza di classe.
Ecco il senso innovativo e profondo dell’incontro di domenica 23 dicembre.
Attraverso il rispetto, la pratica non manierata del dialogo e della dialettica, a Galati Mamertino abbiamo rilevato e constatato che si sta verificando, grazie anche al nostro impegno, anche se non esclusivamente per nostro merito, un processo di COSCIENTIZZAZIONE , che inizia a traversare, trasversalmente , la sinistra siciliana, sia essa sicilianista o no.
Ecco perché chi è stato a Galati Mamertino ha rilevato come si sia respirata una “aria” di dialogo fattiva, criticamente orientata nel senso della buona volontà tra Noi Socialisti Sicilianisti e i compagni che si riconoscono in altre tradizioni, specificatamente in quelle della sinistra italiana in Sicilia.
E’ l’inizio di un processo, aperto a tutti coloro che vorranno esserne parte,  né scontato né immediato. Si tratta, pertanto, della fase iniziale di un dialogo volto a determinare le condizioni possibili che possano portare a pensare alla nascita di una originale, importante forma politico.-organizzativa autonoma dei Socialisti Siciliani che conduca, in prospettiva, alla nascita del Partito Socialista dei Siciliani.
Ben sappiamo che una simile prospettiva, per quanto sia inscritta nel divenire stesso, sociale e politico,  della Sicilia e della sinistra nell’Isola, troverà resistenze, titubanze e determinerà incertezze conservatrici, tuttavia tutti Noi dobbiamo ammettere che dopo Galati Mamertino si è aperto, per il Socialismo in Sicilia, la possibilità concreta, praticabile di un “nuovo” inizio comune.
Inizio che può connaturare  in sé il giusto riconoscimento delle ragioni dell’equità sociale, del socialismo nella democrazia, con  le aspirazioni alla libertà e all’autodeterminazione nell’autogoverno dei Siciliani oltre che  la piena difesa, senza se e senza ma,  delle ragioni del lavoro e dei lavoratori, contro lo sfruttamento come anche contro la cancrena mafiosa.
Lo spirito che ha conformato ed ha animato i lavori al convegno di Galati Mamertino  è la “ratio” che , a nostro avviso, determinerà, in grandi linee,  le priorità dei prossimi dieci anni per il Socialismo in Sicilia, se questo vuole essere guida e indirizzo per Noi e per le future generazioni di siciliani.

Fabio Cannizzaro

domenica 4 novembre 2012

FUGACI NOTE A MARGINE DELLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL PARLAMENTO SICILIANO DELLO SCORSO 28 OTTOBRE.



Per Noi  Socialisti Sicilianisti dell’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana –xQS si impone, liberi dall’immediatezza dei dati elettorali una valutazione politica sui dati emersi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento Siciliano dello scorso 28 ottobre c.a.
Una prima considerazione è legata ovviamente ad alto, altissimo astensionismo dei Siciliani.
E’ un dato che più che demonizzato e stigmatizzato va analizzato e se possibile compreso nelle sue dinamiche e ragioni.  Più della metà delle donne e degli uomini di Sicilia hanno ritenuto che nessuno dei candidati o candidate presidente come anche le liste in lizza sapessero o potessero rappresentare i loro interessi, bisogni o aspirazioni.
E’ questo un dato evidente, oggettivo e soprattutto incontrovertibile che dovrebbe fare ragionare tutti i soggetti politici nessuno escluso.
Eppure malgrado ciò occorre che in democrazia, se non constano palesi violazioni o impedimenti, anche in casi come questo, riconoscere i risultati come espressione della volontà liberamente espressa dalla maggioranza dei Siciliani.
 La vittoria come Presidente della Regione Siciliana di Rosario CROCETTA non può dunque essere negata o sminuita, Egli, piaccia o no, è il Presidente liberamente eletto dalla maggioranza dei Siciliani. Altro discorso si può e, a nostro avviso, si deve fare nell’analizzare il peso politico specifico dell’alleanza che ha portato Crocetta e le liste che lo sostenevano alla vittoria. Crediamo si tratti di una VITTORIA che senza togliere nulla a CROCETTA e alla sua storia segni elementi di lineare continuità nell’esercizio di prassi politiche consocianti e consociative. Prassi che tanto, troppo male hanno fatto alla Sicilia e ai Siciliani. Diciamo questo senza particolare piacere ma constatando che posto ciò la "palla" passa ora a Crocetta che dovrà impegnarsi, per come sa e può, per smentire questi nostri fondati dubbi.
In attesa che CROCETTA riesca a smentire o meno  questa facile , sin qui, analisi, se  dei vincitori ci sono stati in termini politici ma anche oggettivamente quantitativi, dobbiamo riconoscere che questi sono stati i “Grillini”.
Conquistando, infatti, ben 15 seggi sono i trionfatori, discussi ma oggettivi, delle elezioni  siciliane.
Tutti ora li attendiamo alla prova dei fatti.
Crediamo, senza pregiudizi di sorta, che dovranno superare il loro “qualunquismo” se vorranno realmente cambiare la Sicilia e il suo sistema politico.
Pensiamo alle recenti discussioni sullo stipendio dei politici , tema più propagandistico che reale e che rischia di essere meramente accessorio rispetto agli sprechi concreti e continuati di un sistema fattosi “casta”.
Il nostro è un atteggiamento non ideologico né prevenuto, Noi attendiamo il movimento 5S, i suoi nuovi deputati regionali, l’intera A.R.S. alla prova dei fatti.
Non lanciamo “fatwe” , ma analizziamo e continueremo ad esaminare scelte e proposte guardando solo allo interesse della Patria Siciliana e del Popolo Siciliano e soprattutto delle sue classi più disagiate e deboli.
E’ tuttavia ovvio che non è questo quadro emerso dal voto del 28 ottobre il nostro quadro ottimale di riferimento.
Noi siamo e restiamo per definire e costruire uno SCHIERAMENTO SICILIANO  E SOVRANISTA D’ALTERNATIVA , orientato all’Autodeterminazione e socialmente ispirato che difenda i diritti dei Siciliani e soprattutto , appunto, dei suoi ceti più deboli.
Ceti più deboli che solo risolvendo la Questione Siciliana potranno ottenere la reale, concreta giustizia economica, sociale e politica che meritano e cui anelano.
Permetteteci, adesso,  un breve inciso sulle polemiche, dipanatesi prima, durante e dopo il voto, nella cosiddetta “area sicilianista”, polemiche che definire  squallide è poco.
Queste non ci appassionano. E infatti non ce ne siamo fatti coinvolgere,   ma, in sé,  spiegano, almeno in parte, il perché la gente, a ragion veduta, orienti altrove le proprie scelte di cambiamento.

TRINAKRIUS

martedì 16 ottobre 2012

SI UNIFICANO FOCUS TRINAKRIA E L’ ISTITUTO DI CULTURA POLITICA PER LA QUESTIONE SICILIANA - xQS




NASCE L' ORGANIZZAZIONE DEI SOCIALISTI SICILIANISTI, DEMOCRATICI, UMANITARI ED INDIPENDENTISTI

Due importanti sodalizi dell’area indipendentista notoriamente orientati al sociale, Focus Trinakria e l’Istituto di Cultura Politica xQS, hanno, in questi ultimi mesi, lentamente, silenziosamente quanto proficuamente avviato una comune riflessione sullo stato sociale, economico, politico ed istituzionale in cui versa la Sicilia. Attraverso il confronto si è determinata così  una “corrente di sintonia” , ideale, culturale e politica che,  cosa assolutamente in controtendenza rispetto all’area sicilianista, ha portato le due associazioni e pensare, prevedere e pianificare l’unificazione sia degli sforzi prodotti che anche delle due organizzazioni.
In tale chiave in modo strettamente riservato, i primi giorni di ottobre c.a.,  si è  svolto  un seminario organizzato dalle due associazioni  per affrontare le questioni inerenti al comune, nuovo percorso.
E’ stata l’occasione per riflettere, discutere ed analizzare le condizioni dell’area indipendentista siciliana, le sue linee d’azione e le prospettive a cui questa tende.
All’iniziativa, hanno partecipato i dirigenti dei due sodalizi. Dall’incontro  e dallo schietto confronto seguito , è emerso un quadro allarmante riguardo lo stato in cui versa l’intera area politico-culturale indipendentista siciliana: “ la vera emergenza
interna all’area politico-culturale indipendentista  – secondo quanto affermato da Fabio CANNIZZARO, Presidente di Focus Trinakria –  è legata al crescente, montante qualunquismo che invade e pervade gruppi, e movimenti.
Come Focus Trinakria, espressione di un socialismo sicilianista, democratico, umanista e indipendentista, riteniamo che occorra ripensare l’intero complessivo modo con cui gli Indipendentisti dell’area progressista e socialista , approcciano e interagiscono con questi settori qualunquistici e spesso trasformistici. E’ questo un elemento di riflessione dal quale non vogliamo e non possiamo  prescindere nell’analisi del quadro complessivo.
Risolvere queste “contraddizioni” è a nostro avviso una non più differibile necessità.
Convitato di pietra è stato, in queste settimane, il momento elettorale che, anche al di là delle dichiarazioni di rito, ha finito se possibile,  per dividere, e frantumare, ancor di più il già debole e sfibrato “sicilianismo”.
In questa rincorsa a calamitare veri o presunti consensi elettorali, pessima prova di sé hanno dato anche molti, troppi  che si dicono “indipendentisti”.
Questo andazzo, a nostro avviso, deleterio e foriero solo di contraddizioni ha mostrato ai Siciliani il lato più bassamente opportunista  di quest’area politica.
Esistono gruppi, organizzazioni, movimenti che hanno, infatti, imboccato un pericolosa deriva di  litigiosità quando non anche di contiguità sia politica che elettorale con le organizzazioni politiche di e al potere. Il quadro è oggettivamente sconsolante. 
Un simile perseverato andazzo non solo danneggia  l’indipendentismo ma anche e soprattutto il Popolo e la Patria Siciliana. Noi rifiutiamo questa “logica” e chiamiamo fuori da questo “teatrino” le nostre due organizzazioni. Lo facciamo, secondo stile e tradizione, agendo concretamente e con un atto politico concreto ovvero praticando l’unità d’intenti e fini ed amalgamandoci in una unica realtà associativa.
Il socialismo sicilianista, democratico, umanista e indipendentista, da oggi, parla con una voce sola e lo fa distinguendo la propria azione da questa “palude” sempre più rissosa, faziosa e traversata da personalismi e gelosie.
Nel momento in cui tutti, a parole invocano l’unità, Noi, senza clamore e senza incertezze e senza qualunquismi, la realizziamo!
Si tratta di un modo di fare politica diverso, nuovo, originale  che non  vuole sacrificare agli interessi, agli egoismi di pochi il futuro dell’intera Sicilia ed il suo Benessere Comune.
Rivendichiamo la nostra storia, i nostri ideali e l’indipendentismo, pacifico e democratico, come solo ed unico strumento di reale cambiamento, a patto che, sappia e voglia, liberarsi da  verbosismi  da ‘spot” elettorali ed elettoralistici.”
L’analisi comune di  Focus Trinakria e dell’Istituto di Cultura Politica xQS conferma, in buona sostanza,  le strategie politico-culturali portate avanti, in questi anni, dalle due compagini anche se attraverso l’unificazione degli intenti e degli sforzi  si mira, adesso, a  rideterminare e ridelineare le comuni, condivise  linee d’approccio nell’iniziativa sicilianista, socialista ed indipendentista in questo primo scorcio di XXI° secolo siciliano.
La nuova associazione condivide la comune appartenenza ideale all’indipendentismo militante siciliano inteso come sintesi ed evoluzione continua nella società siciliana di una popolare, schietta aspirazione all’Autogoverno politico, istituzionale e sociale dei propri destini.
Particolare attenzione è stata posta alla definizione di cosa si intenda per QUESTIONE SICILIANA. Il nuovo sodalizio ha convenuto sul bisogno di intendere per QUESTIONE SICILIANA un grumo irrisolto di necessità, bisogni ed aspirazioni che trovano sintesi ed espressione storicamente conclamata nel definirsi appunto
di una originale QUESTIONE SICILIANA che è parimenti ed imprescindibilmente QUESTIONE NAZIONALE e QUESTIONE SOCIALE.
Le due associazioni hanno deciso di “fare sintesi”  del meglio del loro impegno e delle loro iniziative, nella convinzione che occorra non duplicare sforzi e progetti in modo da potersi più e meglio proiettare sul territorio e tra le Comunità della Diaspora Siciliana nel Mondo.
Da questo momento in poi  i dirigenti hanno espressamente rinunciato a parlare a nome delle rispettive sigle d’appartenenza e si sono impegnati ad operare all'unisono in nome e per conto dell'associazione , che d’ora innanzi, si chiamerà: ISTITUTO DI CULTURA POLITICA PER LA QUESTIONE SICILIANA  - xQS.
E’ stato scelto come Presidente del sodalizio unificato il Prof. Leonardo D’angelo, già presidente di xQS e come vice presidente Fabio Cannizzaro, già, per anni, presidente di Focus Trinakria.
Nel merito si è inoltre deciso che Focus Trinakria, da oggi, cessi qualsiasi attività, senza però rinunciare né declinare al proprio nome, che diverrà patrimonio esclusivo del nuovo sodalizio.
In conclusione l’ ISTITUTO DI CULTURA POLITICA  - Xqs ha anche deciso, per le prossime elezioni siciliane del 28 ottobre, di non sostenere nessuno dei candidati alla carica di Presidente della Regione Siciliana e nessuna delle liste in lizza non ravvisando in alcuno/a di questi e in nessun raggruppamento elementi tali da dare voce e prospettiva, congiuntamente,  ad una visione schiettamente socialista e robustamente sicilianista e indipendentista. 

xQS- Istituto di Cultura Politica
per la QUESTIONE SICILIANA

giovedì 4 ottobre 2012

NOT IN MY BACKYARD...


Si terrà, a Palermo, presso l'Addaura Hotel dal 5 al 7 ottobre prossimo, una conferenza della sinistra mediterranea dal promettente titolo di “ DA SUD A NORD – Unire le lotte dei Popoli per la giustizia sociale la democrazia, la pace “.
La conferenza sarà organizzata dalla Federazione della Sinistra e dal Partito della Sinistra Europea.
Per la cronaca riportiamo anche che i relatori saranno : Paolo Ferrero , segretario nazionale (N.d.R. italiano) del PRC, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo ( ed esponente IdV) e Giovanna Marano , candidata alla Presidenza della Regione Siciliana per l'aggregazione della sinistra italiana in Sicilia.
E' certo questa una notizia di qualche interesse nonostante sia lecitamente inquadrabile nel vivo dipanarsi della campagna elettorale per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana e della Presidenza della Regione. L'importanza della stessa è, pur tuttavia, a mio avviso, scandita dalla logica che è sottesa a questa iniziativa.
Ovvero si organizza una conferenza della sinistra mediterranea in Sicilia penso con la lecita attesa di contornare il quadro socio-politico e storico -economico della realtà mediterranea di oggi, muovendo dalla nostra amata Sicilia, senza volere o sapere affrontare quel tema cruciale ed ineludibile che è da sempre la Questione Siciliana.
Una Questione percepita da tutti Siciliani, come un dato politico reale, vincolante quanto originale e specifico.
E' quindi evidente che una conferenza siffatta, se dovesse glissare e non affrontare il tema della Questione Siciliana rischierebbe di essere inficiata, incorrendo, direi quasi necessariamente, nella SINDROME DI NIMBY, dove NIMBY sta per l'acronimo di “ NOT IN MY BACKYARD” , ovvero “ NON NEL MIO GIARDINO”. 
Ovvero si parlerebbe di giustizia sociale, di democrazia e di pace escludendo che una siffatta riflessione possa riguardare anche quegli ampi settori della società e delle classi siciliane che credono nella necessità di una propria Autodeterminazione nazionale e parimenti sociale.
A leggere il parterre degli invitati apprendiamo che saranno a Palermo rappresentanti dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina ( O.L.P.), del Partito Curdo per la Pace e la Democrazia – BDP, del Partito Comunista Israeliano, di Syriza, partito di sinistra greco assurto recentemente agli onori della cronaca, della spagnola Izquierda Unida della sinistra tedesca di Linke, del Partito comunista Francese - Front de la Gauche, del Fronte Polisario e dei partiti di sinistra di Tunisia, Algeria, Marocco, Libano, Egitto e Cipro.
Siamo ben contenti che intervengano tante e tali qualificate delegazioni, avvertiamo però altresì come obbligo politico ed imperativo etico di ricordare e/o dire a tutti costoro , se non ne fossero informati, che assente ma presente come convitato di pietra ci sarà a questa conferenza, anche se questa avesse, come qualcuno sospetta, una mera funzione d'appoggio elettorale, la QUESTIONE SICILIANA.
Non spetta certo a me giudicare l'incapacità o assoluta indisponibilità della Sinistra italiana in Sicilia, e dunque non solo di Rifondazione, a riconoscere ed affrontare, l'esistenza di una specifica, peculiare Questione Siciliana, tuttavia avverto e riporto la stridente contraddizione che una simile “rimozione” finisce giocoforza per produrre nell'analisi offerta sulla società e sulla sinistra del e nel Mediterraneo.
Ai compagni e alle compagne di Palestina, , Israele, dei Curdi di Turchia, come a quelli greci, tedeschi, francesi, del Sahara occidentale e di Tunisia, Marocco, Egitto, Libano e Cipro, l'Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana – xQS, di cui sono uno dei fondatori e dirigenti, rivolge, anzitutto, un caloroso saluto e benvenuto nella nostra amata Patria Siciliana e li invita, se vorranno, a interrogare i loro ospiti sul perché di questa “scelta”.
Una “decisione” che li accomuna ingloriosamente, de facto, ai tanti, troppi , che in ogni parte del mondo, spesso anche nei paesi da cui le delegazioni provengono, soffrono della misteriosa “sindrome di NIMBY”, riconoscendo certi diritti a tutti tranne che alle minoranze, religiose, culturali e politiche presenti all'interno delle loro forme stato.
Tutto ciò è ancor più incomprensibile e grave se ci si ferma a riflettere sul fatto che la Sicilia vive una indubitabile, quasi ovvia centralità politica e strategica nell'odierno scenario mediterraneo e mondiale.
E' noto infatti che sia considerata oggi un “campo” d'azione militare, economico e geopolitico in cui anche per l'insipienza della politica italiana si “confrontano” le attuali superpotenze.
Si pensi all'interesse militare degli U.S.A e/o all'installazione del M.U.O.S., o ancora alla penetrazione economica, già da tempo in atto, da parte del colosso autocratico cinese.
E' dunque di tutta evidenza che bene hanno fatto gli organizzatori a porre e proporre , in Sicilia, un tema di confronto come quello “DA SUD A NORD – Unire le lotte dei Popoli per la giustizia sociale la democrazia, la pace “. Eppure ci sentiamo di fare loro un “appunto”, né piccolo né secondario.
Perché dimenticare di affrontare, in termini sia pure critici e dialettici, l'esistere, persistere ed insistere, in Sicilia, piaccia o no, di una Questione siciliana, che è parimenti, inestricabilmente Questione Nazionale e Questione Sociale?
Gli organizzatori glisseranno, tout court, su questo dato?
Un elemento che, piaccia o no, è comunque per questioni storico-politiche un dato ineliminabile nella valutazione della vicenda e del divenire non tanto dell'idealità indipendentista e/o sicilianista ma dell'esistenza stessa di tutto il Popolo Siciliano, nell'intero corso riconosciuto della sua parabola storica,ed in tutte le sue componenti e classi sociali, come nel 1860 riconosceva Marx.
Posto ciò gli organizzatori e giocoforza con essi i relatori dovrebbero, conoscendone l'onestà intellettuale, riuscire a recuperare questa dimensione affrontandola per come vorranno e potranno. 
Ai compagni del Fronte Polisario non meno che a quelli dell'O.L.P. o ancora del PC Israeliano o di Izquierda Unida senza dimenticare tutti gli altri , Noi rivolgiamo l'invito a spronare i loro “compagni” dei partiti della gauche italiana in Sicilia su questi temi.
Chiedete loro : Come mai la riflessione sul rapporto, l'interrelazione tra SUD A NORD , l'appello alla sinergia delle e nelle lotte dei Popoli per la giustizia sociale la democrazia, la pace non prevede non dico un ruolo da attori peri Siciliani come Popolo e la Sicilia come loro Patria ma neppure la possibilità che questa possa esprime , al pari di altri popoli, compresi quelli rappresentati da Voi delegati, una loro proiezione e volontà autonoma e sganciata da valutazioni legate alla forma stato Italia?
E' questo l'interrogativo , che oggi xQS – Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana, a nome della Manca siciliana, democratica e autogestionaria e pacifica rivolge a Voi esponenti della Sinistra Mediterranea e che ovviamente indirizza anche agli organizzatori ed ai relatori attendendo ed attendendosi che la risposta sia degna, non delle nostre argomentazioni, ma semmai dei temi che, comunque la si pensi, queste sollevano in relazione al passato, al presente ed al futuro della Sicilia, Terra al centro del Mediterraneo e più che mai centrale per la pace ed la democrazia del nostro comune ambito mediterraneo.
Vi salutiamo dunque con l'antico motto dei Siciliani, che sin dal lontano 1282, quando insorsero da Popolo durante la Rivoluzione Nazionale dei Vespri è il loro grido di lotta e speranza: ANTUDU!



Fabio Cannizzaro

Vice Presidente e Direttore di xQS –
Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana

domenica 23 settembre 2012

XQS, NON SOSTERRA’, NESSUN CANDIDATO PRESIDENTE E NESSUNA LISTA, ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI DEL 28 OTTOBRE


Riceviamo e volentieri pubblichiamo


L’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana –xQS  annuncia il proprio disimpegno nella prossima competizione elettorale per il rinnovo del Parlamento Siciliano e per l’elezione del Presidente della Regione.
xQS valuta non sussistano più oggi le condizioni politiche perché l’Istituto sostenga chicchessia durante questa tornata elettorale.
Deriva da ciò che nessun dirigente o iscritto di xQS sarà candidato in alcuna lista o raggruppamento.
L’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana, anche in questa occasione, ribadisce il suo impegno politico-culturale in difesa del Popolo e della Nazione Siciliana e per una equa e socialmente giusta soluzione della Questione Siciliana


Castellammare del Golfo, 22 settembre  2012

Il  presidente di xQS
Leonardo D’Angelo


Il vice presidente di xQS
Fabio Cannizzaro