mercoledì 25 luglio 2012

APPELLO AI 24 ATLETI SICILIANI CHE PARTECIPERANNO ALLE OLIMPIADI DI LONDRA




24 atleti siciliani parteciperanno ai giochi olimpici che cominceranno il prossimo 27 luglio a Londra.
Faranno parte della compagine italiana di 273 atleti e gareggeranno per i colori della Forma-Stato Italia.
I nostri 24 compatrioti sono: Giorgio De Luca, Anita Pistone, Simona La Mantia, Vincenzina Calì, Rosario La Mastra , Emanuele Di Gregorio, Domenico Rao, Anita Pistone, Vincenzina Calì, Gian Nicola Casale, Fabiana Sgroi, Carmela Incerti, Silvia Bosurgi , Maddalena Musumeci, Cinzia Ragusa, Chiara Brancati, Genny Pagliaro, Antonio Scaduto, Valerio Vermiglio, Mauro Maugeri , Claudio Licciardello, Luca Marin,Alessandro Cavallaro , Giuseppe Gibilisco.
A tutti costoro l'augurio di Noi Indipendentisti Progressisti del think-tank  di Focus Trinakria – ‘ppi la Kultura Siciliana ‘nto Munnu, da Siciliani, di ottenere soddisfazioni sportive e la richiesta di solennizzare le loro performance sventolando orgogliosamente la loro, la nostra bandiera materna, quel vessillo giallo-rosso con la Trinacria che è simbolo millenario del nostro essere un Popolo ed una Nazione al centro del Mediterraneo e del Mondo.
Facciamo sì che la nostra identità, la nostra bandiera garrisca anche per e nello Sport olimpico!


Palermo, 24/07/2012




FOCUS TRINAKRIA
ppi la Kultura Siciliana ‘nto Munnu

giovedì 19 luglio 2012

LETTERA APERTA AGLI INDIPENDENTISTI E AI SICILIANI DI TENACE CONCETTO



Amiche, Amici,
Si vanno moltiplicando in questi giorni gli appelli all’unità d’azione delle forze sicilianiste, seppure latamente intese. Questo modo di offrirsi al confronto politico con proposte dal marcato tono elettoralistico non ci stupiscono né meravigliano.
Sono per lo più iniziative rivolte, a grandi linee, un po’ a tutti: Siciliani, sicilianisti e pure agli indipendentisti.
La gran parte di questi “appelli” affondano le loro “radici” in dei quadri di riferimento che sono chiaramente, spesso innegabilmente autonomisti.
Il senso di molti di questi ragionamenti possono, anzi essere considerati, senza difficoltà, una perorazione per un “ritorno alle origini”non tanto del movimento sicilianista quanto dei tanti, diversi, gli uni contro gli altri armati movimenti autonomisti.
E tuttavia Noi leggiamo in queste iniziative degli elementi di utile chiarezza, dato che dovrebbero, logicamente, politicamente allontanare da essi i soggetti che si dicono e che sono indipendentisti. O almeno così dovrebbe essere.
E invece malgrado ciò taluni settori “indipendentisti” sebbene senza più nessuna possibilità di fraintendimento, condividono e sposano, inverosimilmente, analisi ed aspirazioni autonomiste, che avranno come effetto verosimile la perpetuazione del’attuale sistema di relazioni politiche di potere.
Questi “indipendentisti”, spesso verbosamente agguerriti, specie sui social network e/o in rete, con le loro scelte fanno correre alla Sicilia, ai Siciliani all’area politico-culturale indipendentista, il concreto rischio di essere percepiti, tutti indistintamente, come “truppe cammellate” per gruppi, movimenti autonomisti  che così potranno uscire dall'impasse, in cui essi stessi si sono cacciati a seguito dal loro scarso impegno a favore di quella Sicilia e di quei Siciliani che dicevano di volere tutelare e difendere e che non hanno, in concreto, né tutelato né appoggiato quanto avevano promesso, sebbene, taluni di loro, addirittura, fossero al Governo e in posizione tutt'altro che defilata tanto a Roma quanto a Palermo.
Stando così le cose il “quadro” non è dei più incoraggianti e sarebbe ben strano che Noi, come la stragrande maggioranza degli Indipendentisti, sposassimo o anche solo accettassimo silenziosamente una siffatta linea, che dal nostro angolo visuale, se accolta, sarebbe davvero “autocastrante” in termini politici.
La nostra “pietra di paragone” è dunque la questione della coerenza politica tra detto e fatto che fa emergere le tante contraddittorietà politiche che sovrastano, a nostro avviso, il senso di simili, sempre uguali riflessioni, al punto che immancabilmente si individua nella vittoria di queste “linee” quasi automaticamente, guarda un po’, la vittoria dell'intero Popolo Siciliano.
Noi come espressione pacifica, democratica della tradizione più militante dell'Indipendentismo siciliano rifiutiamo, ovviamente, questa “pseudo-logiche” e crediamo che avrebbe poco “senso politico” legare il futuro dell'area indipendentista a simili prospettive.
Qui si tratta di questioni politiche che vanno, oggettivamente, concretamente, oltre i purismi presunti o le diffidenze e che abbracciano dati sostanziali irrinunciabili.
Segnaliamo, a viso aperto, dunque, come “insanabili, stridenti contraddizioni” le scelte operate da taluni “indipendentisti” che sostengono siffatte linee e che ne avranno di strada da fare per conciliare gli ideali dichiarati con le prassi perseguite.
Tuttavia, come è nostro costume, non ci limitiamo a contestare ma, semmai, offriamo agli Indipendentisti come anche agli autonomisti, che non si rassegnano all'avvilente presente, e a tutti i Siciliani di tenace concetto UN PROGETTO ALTRO, DIVERSO, ALTERNATIVO, TRAVERSALE E PARTECIPATO.
Progetto che passa esemplarmente attraverso un ATTO POLITICO E parimenti SIMBOLICO di grande importanza. Ci riferiamo alla RICHIESTA FATTA A Pippo SCIANO', leader carismatico dell'Indipendentismo Siciliano, DI CANDIDARSI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE E DI GUIDARE UN RASSEMBLEMENT INDIPENDENTISTA E SICILIANO.
E’ del resto nostra maturata convinzione che in questo momento storico-politico, esistano DUE DIVERSE, non sovrapponibili “LINEE”: una AUTONOMISTA ( pur declinata secondo varie, mutevoli “osservanze”) e quindi, sic et simpliciter, oggi, ben calata nel quadro delle relazioni politiche date ed un'altra INDIPENDENTISTA o PATRIOTTICA, che dir si voglia, orientata schiettamente a determinare le condizioni possibili di una VERA ALTERNATIVA.
Un’ALTERNATIVA SICILIANA popolare, democratica, vocata all'autodeterminazione e fieramente avversaria degli immarcescibili equilibri dati.
Lanciamo, dunque, una CHIAMATA A RACCOLTA di TUTTE LE FORZE INDIPENDENTISTE SICILIANE perché sotto la guida di Pippo SCIANO' diano battaglia democratica per la Patria e il Popolo Siciliano, incalzando tutti, autonomisti compresi, e lottando per una SICILIA ANTIMAFIOSA, AUTODETERMINATA, RICCA, FLORIDA, PACIFICA ED APERTA LA MONDO IN VIRTÙ DELLE SUE TRADIZIONI E DELLA SUA MEMORIA COLLETTIVA.

ANTUDU!


Messina, 19 luglio 2012






TRINAKRIUS

sabato 7 luglio 2012

¿NO CAMBIARÁN?




Un breve rispettosa quanto critica chiosa ai lavori del IV° congresso Siciliano di Rifondazione Comunista da parte del nostro blog, espressione del “travagghismu” indipendentista siciliano.


Inizia oggi e si concluderà domani 8 luglio a Palermo  il IV° Congresso Siciliano del Partito della Rifondazione Comunista.
Il tema dell’assise dei Comunisti della Rifondazione in Sicilia riguarda il   costruire il polo della alternativa e della sinistra, anche in prospettiva delle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento Siciliano.
Questo blog, notoriamente indipendente, indipendentista e travagghista,vicino alle posizioni di sodalizi politico- culturali come Focus Trinakria e xQS,  augura ai delegati e militanti di Rifondazione buon lavoro e vuole offrire loro alcuni, sintetici  quanto critici spunti di riflessione.
Troviamo molto interessante il tema del dibattito, tuttavia ci sentiamo di chiedere alla dirigenza di Rifondazione Siciliana come mai tutto questo ritardo nell’analisi sulla QUESTIONE SICILIANA e sul suo riconoscimento?
Ovvero, perché siete ancora tra i più zelanti assertori di una “osservanza” centralista antisiciliana? Canone che può essere ed anzi è, una delle con-cause che hanno portato in Sicilia all’assottigliarsi della presenza e della pregnanza politica dei comunisti e della sinistra in genere.
Sarebbe dunque, utile anche se crediamo non sia uno dei temi in cima alla vostra Agenda discutere di sinistra, di cambiamento, di lotta politica e di alternativa mutando “copernicanamente” la prospettiva e volgendola, finalmente, definitivamente, a favore del Popolo Siciliano e delle sua specifiche esigenze, che di per sé non è e non vuole significare né chiusura al Mondo né egoismo.
Chissà se Rifondazione Comunista Siciliana vorrà e saprà trovare la propria “VIA GIALLO-ROSSA” al socialismo.
 Una via antimafiosa, popolare e per questo finalmente siciliana.
 Siamo sicuri che in Rifondazione come anche negli altri partiti della sinistra siciliana sono presenti ed operano “compagni” e “compagne” che condividono questa analisi e che però hanno paura di esporsi temendo dileggio ed ostracismi.
A costoro diciamo che non è tempo di pavidezze e come blog “travagghista” ed indipendentista, senza alcun tatticismo,  diciamo loro, nel rispetto delle loro appartenenze e scelte, che una “manca” siciliana e dei Siciliani non solo è possibile ma sarebbe anzi utile e necessaria, oggi più che mai per risolvere la QUESTIONE SICILIANA che è parimenti QUESTIONE NAZIONALE IRRISOLTA e QUESTIONE SOCIALE INCANCRENITA.


IL BLOG
laquestionesiciliana


giovedì 5 luglio 2012

UNO, NESSUNO E CENTOMILA TURIDDI!





UNA RIFLESSIONE, INDIPENDENTE E INDIPENDENTISTA,  DI TRINAKRIUS A 62 ANNI DAL RITROVAMENTO A CASTELVETRANO 
DEL CADAVERE DEL BANDITO GIULIANO



Il 5 luglio di 62 anni fa veniva trovato ucciso in quel lì di Castelvetrano Salvatore Giuliano.
A tanti anni di distanza ampie e fitte restano le zone d’ombra sulla vita e sulla morte del noto bandito e ciò malgrado tanto si sia detto e scritto su di lui.
Qualcuno anche tra i sicilianisti ne ha idealizzato la figura finendo così per perderne il reale, concreto “tratto” storico.
Noi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”, da anni, scriviamo, diciamo e sosteniamo che la figura di Salvatore Giuliano da Montelepre fu la sintesi dei tempi controversi in cui l’uomo visse e tuttavia sarebbe un errore storico e politico, considerarla tout court come la figura di indipendentista.
E’ vero ed è innegabile che Giuliano visse una breve quanto intensa “stagione” indipendentista ma è altrettanto vero che la parte più controversa della sua parabola di bandito ed uomo la visse oramai lontano, conclamatamente lontano dall’indipendentismo e saldamente calato, vuoi scientemente vuoi come pedina, in quella “strategia stragista” parte integrale dei giochi di potere del dopo guerra italiano e centralista.
Detto ciò è evidente che Noi di F.N.S. non plaudiamo né accettiamo a nessuna delle ricostruzioni “accomodate” che vorrebbero fare di “Turiddu” una sorta di “Robin Hood” siciliano.
Per essere chiari il nostro giudizio etico-politico è negativo dato che Giuliano, il bandito Giuliano con il concorso della “sua” banda si macchiò di una strage come quella di Portella della Ginestra, il primo maggio 1947, dove fu versato il sangue innocente di tanti siciliani, di tanti nostri compatrioti, in maggioranza contadini.
Da qualche tempo si discetta su chi furono i “mandanti” di questa strage e si è diffusa la teoria, che Giuliano sarebbe stato “strumento” nelle mani di fascisti e servizi americani.
Nel merito non abbiamo notizie e neppure nutriamo pregiudizi ma continuiamo a credere, fino a prova contraria, che fu materialmente Giuliano a sparare a Portella e che le responsabilità piuttosto che nel quadro geopolitico del tempo vadano e debbano essere ricercate nei mefitici antri della politica centralista e “antropofaga” di quel dopoguerra.
Comprendiamo bene che teorie “complottiste” che chiamano in causa Decima Mas e CIA hanno, comunque, il duplice, convergente vantaggio d’un lato di alleggerire, almeno in parte, la posizione “criminale” di “Turiddu” e dall’altro di  ricondurre la lettura storica del periodo in un quadro più complesso e tuttavia attendiamo se ve ne saranno oggettivi, circostanziati riscontri.
E’ anche evidente  che la teoria  “cospirativa” è oggettivamente, giornalisticamente più avvincente e si fonda su alcune “incoerenze” che si palesano nell’intero divenire dei “fatti”.
Si pensi alle circolate differenti versioni sulla morte del bandito o ancora all’ipotesi girata, che ha portato nel 2011 all’esumazione del cadavere seppellito, che lo stesso Giuliano sarebbe fuggito negli U.S.A.
Molti, dunque, attendono il fatidico 2016 quando dovrebbe venir meno il Segreto di Stato. Vedremo. E’ tuttavia nostra opinione che le “carte” attese potranno al massimo chiarire meglio alcuni punti ma, a nostro avviso,  non aggiungeranno nulla di nuovo né ribalteranno le verità acclarate.
Infine permetteteci , da indipendenti ed indipendentisti, una piccola chiosa sulla “leggerezza” con cui spesso si parla del Giuliano “indipendentista. A mo´ esemplificativo pensate che una nota enciclopedia on line ancora riporta su di lui che […] è stato un brigante siciliano, che sfruttò la copertura di capo dell'EVIS, un gruppo di separatisti attivo principalmente a partire dalla fine della seconda guerra mondiale per le sue azioni criminose[…].
E’ a tutti noto che Egli non fu mai il capo dell’EVIS, eppure quando si parla di Giuliano il pregiudizio, le verosimiglianze, le “romanzature” si aggiungono e prevalgono sulla verità storica. Noi pensiamo che sia tempo di dare voce e spazio alla VERITA’ STORICA sull’uomo, sugli avvenimenti che provocò e in cui fu coinvolto e così anche su quel convulso periodo, senza remore e senza forzature di sorta.


TRINAKRIUS

giovedì 31 maggio 2012

IN THE RECURRENCE OF THE 67° ANNIVERSARY OF THE SLAUGHTER OF MURAZZU RUTTU




Translation in English of FNS PRESS RELEASE.


SUNDAY, JUNE 17 TH 2012, AT  5 PM,

IN THE RECURRENCE OF THE 67° ANNIVERSARY OF THE SLAUGHTER HAPPENED TO THE ENTRANCE OF RANDAZZO IN THE 1945, THE  FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI /  SICILIAN NATIONAL FRONT –INDEPENDENT SICILY WILL COMMEMORATE ALL THE CORPSES OF THE VOLUNTARY  ARMY FOR THE  INDEPENDENCE OF SICILY ( E.V.I.S.) AND IT WILL BRING TO THE CENTER OF THE POLITICAL AGENDA HER "SICILIAN QUESTION" WHAT SHE IS "QUESTION OF A STATELESS NATION"

According to a tradition ever interrupted, Sunday June 17 th 2012, at 5 pm, near the "CIPPU" devoted to the corpses of the E.V.I.S.,  the independentists of F.N.S. will commemorate the corpses of the E.V.I.S. and the tragic historical period of the years that have gone since 1943 to 1946 
Particularly the figures and the role of Anthony CANEPA will be remembered, professor of the University of Catania, that with the pseudonym of "Mario TURRI" it was the first Commander of the EVIS (Voluntary Army for the Independence of Sicily); Carmelo ROSANO, university student and graduating in economy and commerce, Vice-Commander of the EVIS and  Giuseppe Lo Giudice , young volunteer and student in the college.
Will also be remembered the soldiers of the E.V.I.S .Francesco ILARDI and Raffaele DILIBERTO , dead  different places and in different circumstances  but in the same historical and political context, during the popular struggle for the independence and for  the redemption of Sicily.
Other protagonists of the independentist struggle will be remembered , known and not, that survived to the guerrilleros stories  of that period and that they kept on fighting with pacific methods for the Sicilian Cause, also at the cost of enormous personal and economic sacrifices (Andrea Finocchiaro Aprile, Concetto Gallo, Attilio Castrogiovanni and so many others that it is impossible to remember here).
 The commemoration of this year has a particular meaning, meanwhile for the attempts and the actual conspiracies  to infringe and to cancel the Historical Memory, the Identity, also from the points of view institutional, juridical and geographical of Sicily. As well as to Murder same Sicily and his "role" of strong subject in Europe in the Mediterranean and in the World.
A respectable role, despite substantially Sicily both today colony of fact (inside to the Italian State) enslaved to the Exclusive Affairs of the North of Italy.  
A role that however Sicily could lose hit if they had to succeed the Ignoble attempts to dismember the Sicilian territory in two or three small, unnatural and artificial Regions.
Danger, this, real and incumbent.
You thinks, in fact, for instance to the "great manoeuvres" in progress to found the small, unnatural and artificial Region "Calabrian-Sicilian" REGION  OF THE NARROW one that the dismemberment of the City and the Province in Messina from Sicily to do an only of it "Region Monster" (over that a City Monster) through the forced union to the City and the Province of Reggio Calabria. In short: the noble, ancient and glorious Messina owes "to disappear" as it owes "to disappear" the whole Sicily.
To Randazzo, from the Cippu of Murazzu Ruttu, the True Sicilians, particularly the true inhabitants of Messina will confirm theirs No to so much fool…
The same scorn the True Sicilians will show for the Project Of the Bridge on the Narrow one (what it reenters among the other in the logic to legitimate the Regionicchia of the Narrow one). And the geographical change also in Sicily that would become Peninsula and bottom sole of the Boot from Island, harpooned by the Bridge-funnel. Without some referenda on the wish of the People more directly parties. And that is of the Sicilian People and of the Calabrian People.
We don't speak, then, of the Special Statute of Autonomy, emanated the 15 May of 1946, ever applied in these 66 years, despite It had sprung from a "PACTUM" contract among the representatives of the Sicilian People in weapons and the Italian Government of the epoch.
 We have so a "PACTUM" violated, a Special autonomy frustrated to a Statute together stamped on to the Constitutional Rights of the Sicilian People. A true, outrageous, Taken around for CANEPA and for the other Martyrs that had sacrificed as already not her them same existence for the Regional Autonomy rather for the Independence and the Freedom of Sicily.
And obviously a Taking around also and above all for that Sicilians in good faith, that you/they had ended with to accept the Compromise of the autonomy to put an end to the shedding of blood. We had, nevertheless, sets her/it "condition" to which cannot abdicate that the Sicilian Statute had that federalist formulation that could safeguard in the time of it the role of "Almost-is". Certainly that to accept the compromise was an unforgivable error, considered the ancient contentious that it already existed among the Italian State and the Sicilian People since 1860. The continuous Violations of the Human Rights it is considered consumed in Sicily by the various Italian governments, always from 1860 in then. 
In short: to Randazzo the F.N.S. will confirm that that Statute cannot be violated that, - as it had to write Attilio CASTROGIOVANNI, - It had been written, - article for article, - with the blood of the Sicilian People. 
And that It  is not allowed to some (even to how many SICILIANISTs are qualified) to smuggle its Specialty, neither to grant Amnesty for the violations of the PACTUM and for the Manipulations  of the Sicilian Statute. 
All to Murazzu Ruttu, therefore, the 17 June of 2012. To honor the Martyrs of the EVIS and to respect its wish. 
As ? Opening, meanwhile, a new page of the Sicilian History of the Third Millennium and vindicating the right to the future and the right for the Sicilian People, for the Sicilian Nation, return to embrace the other People of the World!

ANTUDU!


President of FNS
Corrado MIRTO


Secretary of FNS
Giuseppe SCIANO’

mercoledì 16 maggio 2012

A PROPOSITO DI SICILIA, EUROPA....




Chiosa di commento di Fabio Cannizzaro, Presidente di Focus Trinakria, ad un articolo di Gabriele Bonafede dal titolo “CARA ANGELA MERKEL, GO HOME! “ pubblicato dal giornale on line “LinkSicilia”.

http://www.linksicilia.it/2012/05/cara-angela-merkel-go-home/


Sebbene bloccato da una fastidiosa indisposizione ho letto, con attenzione, l’articolo e credo che abbia ragione, in questo suo intervento, Bonafede quando scrive: “ […] il rigore, troppo perseguito sinora da Monti, va accoppiato con la politica di crescita, anche e non solo nel campo della politica monetaria. […]”.  E tuttavia mi sono chiesto, e chiedo a tutti Voi, davvero nella valutazione complessiva della crisi, delle sue cause, delle sue ricadute, Noi Cittadini Siciliani, i nostri Rappresentanti, le nostre Istituzioni parlamentari e politiche (Assemblea Regionale, le nostre delegazioni parlamentari a Roma come a Bruxelles, il Governo Siciliano) siamo condannati a un ruolo di meri spettatori? Io credo di No, o meglio, credo che restare alla finestra non sia l’unica opzione praticabile. Cercherò di spiegarmi meglio.
Proprio ieri abbiamo riflettuto, almeno chi come me si riconosce nelle posizioni, pacifiche e democratiche, degli indipendentisti del F.N.S., su cosa l’Autonomia ha rappresentato o meglio non ha rappresentato negli ultimi 66 anni di storia siciliana e su cosa lo Statuto (quello del 1946, nella sua pienezza) può e deve, finalmente, rappresentare, come strumento, per tutti i Siciliani.
Ed ecco che si pone, da subito, grazie anche l’intervento di Bonafede l’occasione per concretamente attualizzare le potenzialità sociali, politiche ed economiche di quella “quasi - indipendenza” di cui si lamentava, a suo tempo, Einaudi.
Chi segue l’F.N.S. ben sa quali posizioni economiche il Fronte Nazionale Siciliano proponga, tra queste una ritengo, nella contingenza dell’oggi, assume un’inderogabile centralità. Mi riferisco alla proposta di istituire l’INTERO TERRITORIO SICILIANO in ZONA FRANCA. Possibilità immediata, d’esclusiva competenza politico-legislativa siciliana, opzione, appunto, garantita dallo Statuto Speciale d’Autonomia.
So già che la proposta scatenerà come, in passato ha scatenato, tutta una ridda di “callose” proteste e pur tuttavia se si supera il riverbero ideologico di certe “lenti colorate” si noterà che una ZONA FRANCA CONTROLLATA, PROGRAMMATA, ECO E SOCIO SOSTENIBILE come quella che propone, in Sicilia, FNS è oggi, stante anche la presenza soffocante della mafia, l’unica reale, collettiva possibilità di sviluppo virtuoso.
 Il senso del ragionamento di FNS è semplice: In Sicilia il modello dell’intervento Statale e di quello Regionale è, alla prova dei fatti, miseramente fallito anche a causa di una classe politico- burocratica non sempre, pur senza generalizzare, all’altezza della sfida etica.
 Detto ciò, e coscienti dell’incombere, a tutt’oggi, ahinoi, castrante della mafia, occorre sviluppare un tessuto economico e produttivo sano, svincolato dagli errori  del passato, che, parimenti,  permetta la necrotizzazione della cancrena mafiosa, che molto affonda il suo humus nel perpetuarsi, anche, del bisogno economico e lavorativo.
 L’unico modo è quello di attrarre imprenditori che vogliono investire in Sicilia. Ora per fare ciò senza scatenare mala politica e mafia, non occorre sviluppare un’iniziativa meramente localizzata in una parte del nostro territorio, ma semmai offrire ad imprenditori volenterosi  la possibilità di guadagnare in  Sicilia, nel centro del Mediterraneo.
 Ciò si badi bene, per FNS, non significa ripercorre la strada delle vecchie, neocoloniali FREE ZONE ma semmai garantire agli imprenditori interessati  e non al mero capitale finanziario (ciò attraverso un’oculata selezione) un’occasione lecita di guadagno, legata più che altro agli sgravi fiscali per la produzione  e, comunque,  con l’obbligo vincolante del reinvestimento di una  parte considerevole degli utili in loco.
Tutto ciò, è bene chiarirlo, SENZA LEDERE O MINIMAMENTE INTACCARE I DIRITTI SALARIALI O SINDACALI DEI SICILIANI E DEI LAVORATORI in genere né tantomeno permettendo di aggredire il già martoriato, patrimonio naturale dell’Isola.
Detto ciò può apparire strano che una siffatta proposta venga dal Frunti Nazziunali Sicilianu, da taluni stigmatizzato, spesso, come un movimento progressista e socialista, eppure il ragionamento sviluppato da FNS ha una sua coerenza logica. Essi affermano che oggi, in Sicilia, se si ha acuore il benessere della Sicilia e dei Siciliani,  occorre essere liberali in economia e progressisti in campo sociale. Scegliete voi quale etichetta affibbiare, in conseguenza di ciò, ad FNS, sappiate che loro sono, Noi siamo e ci sentiamo semplicemente degli indipendentisti, pacifici e democratici; dei patrioti siciliani.
Posto ciò i Siciliani possono essere protagonisti del loro destino, della loro economia e del loro futuro, ma per ottenere questo occorre superare il concreto, visibile empasse che c’è oggi, tra la “politica politicata” e il Bene Comune della totalità dei Siciliani.
Occorre, in altre parole, una RIVOLUZIONE POLITICA E CULTURALE, PACIFICA, DEMOCRATICA QUANTO SCHIETTAMENTE SICILIANA.
 In democrazia questo passaggio è dato solo dal cambio dei Siciliani eletti.
Non esistono, non possono esistere altre vie o scorciatoie, pena affidarsi a demagoghi o peggio a plumbei “uomini del destino”.
Adesso, in ore in cui tutti, non a torto, discutono e discettano, del futuro della UE e della moneta europea, credo che occorra non perdere la testa, cercare soluzioni le più possibili realiste e condivise, compenetrando, finalmente in modo concreto, i bisogni dei Popoli, di un Popolo, in particolare, come quello Greco con le esigenze dell’intera Europa e delle sue Genti prima che delle banche, e delle grandeur dei vecchi Stati-Nazione.
Solo così potremo evitare di assistere al dirompere, concretamente già in atto, cito nuovamente Bonafede di: […] egoismi, particolarismi, xenofobia, risentimenti reciproci  […]”.
Oggi Angela Merkel rappresenta, politicamente e metaforicamente, un modello di equilibri e relazioni politiche, sin qui vincenti, non solo in Germania ma nell’intera U.E., che devono e possono essere superate.
Tutte le “famiglie politiche” europee (socialisti, popolari, verdi, liberali ecc) devono prendere atto degli errori perpetuati e avviare, da subito, una EXIT STRATEGY.
 In questo contesto i Cittadini Europei possono essere la chiave di volta della crisi, imponendo ai “rappresentanti” la svolta attraverso la “sfida” del voto, presente o futuro, sia esso greco, francese, italiano, siciliano piuttosto che maltese, finlandese, basco o tedesco.
Quanto al destino politico della signora Merkel è qualcosa di accessorio, che non muta in sé i termini della questione.
 Qui, oggi, interessano mutamenti strutturali di strategia e di  prassi e non una accessoria personalizzazione di processi economici che trascendono e travalicano i destini di un essere umano singolo.
Sperando di avere aggiunto qualche ulteriore elemento di riflessione, vi giungano i miei Cordiali Saluti.

Fabio Cannizzaro
Presidente di Focus Trinakria
E-mail: focustrinakria@yahoo.it

martedì 8 maggio 2012

THE DAY AFTER....


I recenti risultati della tornata elettorale amministrativa del 6 e 7 maggio u.s., ci propongono un quadro politico che secondo certi analisti e politologi è, anzi sarebbe, in mutamento. Chiediamoci: E’ davvero così?
Muoviamo da Palermo, la Capitale Siciliana.
Il responso elettorale vede virtualmente vincitore, in attesa del ballottaggio,  Leoluca Orlando che è stato scelto da circa il 48%  dei palermitani andati a votare. 
Ora è indubbio il successo, personale e politico, di Orlando e tuttavia l’analisi che ci sentiamo di condividere è tutt’altro che trionfalistica.
A ben vedere l’affermazione, in questo momento, numerica del già più volte sindaco è la prova ed anche la “summa” della staticità complessiva del parterre centralista e partitocratico, di concepire e voler realizzare il cambiamento.
Glisseremo qui sulle vicende pregresse che hanno portato alla candidatura di Orlando alla poltrona di Primo Cittadino, per concentrarci sull’incapacità , nello specifico, del centro sinistra di pensare non solo una nuova generazione dirigente ma di concepire una reale, seria autocritica sugli errori del passato più o meno prossimo a Palermo ed in Sicilia.
Né si deve pensare che il centro destra viva una stagione meno caotica e/o migliore.
Oggi dinnanzi  a dati elettorali oggettivamente non eclatanti, per gli uni e per gli altri,  la nostra analisi , da indipendentisti progressisti, è tutt’altro che trionfante e trionfalistica.
Mi spiego meglio. La drastica riduzione delle percentuali elettorali per PD, PDL e ammennicoli vari dell’uno dell’altro schieramento non vedono emergere, ad oggi, forze capaci di rappresentare il cambiamento né tanto meno l’alternativa al sistema di relazioni di potere vigenti, eccezion fatta, forse, per il M5S di Grillo, che però a Palermo non supera la soglia politica e psicologica dello sbarramento.
Come blog  è per noi importante riflettere e pensare, da indipendenti ed indipendentisti, su quali siano, o possano essere, i margini politici, democratici e pacifici per l’affermazione di una Alternativa Indipendentista Siciliana, né vincolata né legata, con lacci e lacciuoli, politici o personalistici, con le forze politiche parte dell’attuale  “castello di potere “.
In questa ottica appare evidente, addirittura lapalissiano che il voto per Orlando non soddisfa politicamente nessuna delle condizioni da Noi ricercate. Esso è, a ben vedere,  un voto inserito nel sistema inamovibile delle consuete relazioni politiche date.
Né del resto il voto per Ferrandelli piuttosto che per Costa o ancora a scorrimento per gli altri candidati minori soddisfaceva, nemmeno in parte, le condizioni per Noi necessarie per definire e contornare una proposta ed un punto di vista seriamente, coerentemente indipendentista a Palermo .
Ma la nostra analisi non può , non deve risparmiare neppure certi settori dell’area sicilianista, seppure latamente intesa,  che durante questa competizione elettorale, ma meglio sarebbe scrivere, elettoralistica, hanno dato pessima prova di sé.
Come dimenticare e non stigmatizzare le scelte di taluni che, pur lecitamente si badi, hanno deciso di offrirsi da Sicilianisti alla competizione elettorale in liste che di sicilianista avevano poco o nulla e senza neppure la foglia di fico di una testimonianza ideale o di un progetto di medio o breve termine.
La fragilità di simili approcci è stata poi ripagata dagli scarsi risultati conseguiti che, in sé non assolvono né risolvono la loro confusionaria insipidezza.
In attesa ora che il ballottaggio offra ai Palermitani e a Palermo, Capitale della Sicilia, il suo nuovo Sindaco restano aperti interrogativi politici non di poco conto sul futuro della città e su come gli equilibri emersi lo possano interpretare e/o contornare. Il dubbio lecito è che Palermo vivrà una nuova, vecchia stagione di dipendenza da equilibri  ed interessi lontani dai suoi bisogni e dalle aspirazioni dei suoi cittadini e dei Siciliani tutti, che, sempre,  guardano alla Città come alla loro amata Capitale Nazionale.


TRINAKRIUS